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Il 28 febbraio a Massafra conferenza del prof. Roberto Caprara su “L’alimentazione degli antichi – dalla preistoria alla scoperta dell’America”

Massafra. Nuova settimana ricca di appuntamenti per i soci e gli amici dell’Archeogruppo “Espedito Jacovelli”. Primo appuntamento venerdì 28 febbraio (ore 19.00), presso il Monastero di San Benedetto, con il professor Roberto Caprara, storico e archeologo degli insediamenti rupestri, che porterà i soci e gli amici del noto Centro di ricerche e studi storici, artistici, archeologici e ambientali, alla scoperta di sapori antichi con una conferenza dal titolo “L’alimentazione degli antichi – dalla preistoria alla scoperta dell’America”.

Ricordiamo ai nostri lettori che l’archeologo e storico dell’architettura rupestre prof. Roberto Caprara (già docente di Archeologia Medioevale nell’Università di Sassari) è un personaggio di grande professionalità, molto amato e apprezzato da tutti. Ha frequentato le elementari nella scuola di Piazza Corsica, appena inaugurata, le scuole medie, durante la guerra a Maglie e Gallipoli, il liceo nell’Archita di Taranto, l’Università a Bari, dove si è laureato della linguistica, avendo avuto dei maestri Giovanni Nencioni (poi Presidente dell’Accademia della Crusca) e Giovanni Alessio (autore, con Carlo Battisti, del grande “Dizionario Etimologico della Lingua Italiana”).
La sua tesi ebbe ad argomento il dialetto massafrese, di cui stabilì il fondo generale latino, dei contributi greci – bizantini e germanici. Il vocabolario del nostro dialetto fu pubblicato nell’Annuario dell’Università di Bari del 1955.
Subito dopo la laurea, iniziò la sua carriera d’insegnante nel Liceo Marchia, insegnando in seguito anche nel Liceo Tito Livio di Martina Franca e nel Liceo Michelangiolo di Firenze. Dal 1947, insieme a suo fratello Attilio, fu fedele compagno del padre Luigi Abatangelo (che considerò sempre suo maestro) nelle visite alle chiese rupestri della Provincia e, quando apparve chiaro che il padre Luigi era stato colpito da un male che lo avrebbe portato alla morte, abbandonò la linguistica e passò a studiare l’archeologia post-classica nel Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma e presso l’Istituto di Antichità Bizantine e Ravennati di Ravenna, dell’Università di Bologna.
Dedicatosi professionalmente all’archeologia, soprattutto dopo essersi dimesso dall’insegnamento nel 1983, ha condotto una ventina di campagne di scavo e di ricerca in Puglia, in Toscana e soprattutto in Sardegna, dove ha vissuto per vent’anni.

Legato tenacemente a Massafra e alla Puglia, pur vivendone lontano da oltre quarant’anni, è stato, dagli anni settanta in poi, uno dei riconosciuti innovatori degli studi sui villaggi e le chiese rupestri, la cui cronologia era sin allora appiattita su un indistinto medioevo bizantino. Grazie ai suoi studi oggi sappiamo, ad esempio, che le chiese di San Marco e della Buona Nuova sono anteriori al VII secolo e quella di Santa Marina non più tarda dell’VIII secolo e che, nel Medioevo, nel villaggio di Madonna della Scala non c’era soltanto, come si scriveva normalmente, un’economia agricolo-pastorale, ma vi si svolgeva addirittura un’attività siderurgica.
Per questa ragione nella sua vasta bibliografia spiccano monografie su chiese rupestri massafresi, su quelle di Palagianello, di Taranto e Statte, di Castellaneta e della Sardegna, dove, prima del suo arrivo, le chiese rupestri erano completamente ignorate.
Alieno dall’autopromozione per procacciarsi premi e onorificenze, nel 2008 ha accettato il “Premio Umanesimo della Pietra per la Storia” solo per rispetto agli studiosi che avevano votato il suo nome, perché gli fosse assegnato.
E’ profondamente convinto che l’Archeologia oggi non sia più una scienza sussidiaria, quasi un’ancella, della Storia, ma, soprattutto l’Archeologia medioevale, sia scienza storica a pieno titolo (l’archeologo medievista legge e interpreta i documenti esattamente come lo storico), ed ha pubblicato e commentato testi medioevali umbri.

Tra i suoi ultimi studi, un codice del 1464, il “Quaterno del notaio Antonio Caricello”, erario di Massafra che allora era città regia, non infeudata, e sede di un allevamento regio di cavalli, che gli ha consentito di disegnare un inedito profilo della vita economica, sociale, religiosa della comunità massafrese nel Quattrocento.
Il prof. Caprara ha tenuto lezioni, fra l’altro, nel corso delle due edizioni (2010/2011) del workshop “Habitat Rupestre”, al quale hanno partecipato oltre ai partners spagnoli, francesi, greci e turchi, anche numerose Università italiane e Fondazioni e Associazioni culturali. Nel 2010, tanto per fare un’altra citazione, in occasione della Festa Patronale “Madonna della Scala 2010”, ha curato l’introduzione dello studio di Espedito Jacovelli “La Chiesa e il Monastero delle benedettine di Massafra”, tratto da “Studi di storia pugliese in onore di Giuseppe Chiarelli” (Galatina 1976), ristampa anastatica a cura di Giulio Mastrangelo. Del quale ha presentato con tanto successo, e in diverse località, il libro “La condizione giuridica della donna nelle leggi longobarde e negli usi matrimoniali in Terra d’Otranto” (Editore Dellisanti).

L’ultimo libro del prof. Roberto Caprara è “Vita di Ulisse”, già presentato a Massafra lo scorso mese, domenica prossima, 2 marzo, sarà presentato nella Biblioteca Civica di Statte). Attesa, intanto, l’uscita del secondo volume del “Dizionario etimologico e grammatica del dialetto parlato a Massafra” (Antonio Dellisanti Editore) e del libro “I cavalli dei Re di Napoli a Massafra nel Quattrocento”. Fra le precedenti pubblicazioni, ricordiamo: “La chiesa rupestre della Buona Nuova a Massafra” (Firenze 1979), “La chiesa rupestre di San Marco a Massafra” (Firenze 1979), “L’insediamento rupestre di Palagianello: Le chiese” (Firenze 1980), “Le chiese rupestri del territorio di Taranto (Taranto 1981), “Il territorio Nord del Comune di Massafra” con C. Crescenzi, e M. Scalzo (Firenze 1981), “La chiesa rupestre di San Leonardo a Massafra” (Massafra 1998), “Società ed economia nei villaggi rupestri. La vita quotidiana nelle grotte dell’arco jonico Tarentino” (Fasano 2001), “La chiesa rupestre di Santa Croce a Massafra” (Massafra 2006), “Rupestrian cultura” in “The rupestrian settlemens  in the circum-mediterraneam area” (Firenze 2012) e, sempre nello stesso volume, “Migrations and invasions, Classification of rupestrian settlemens”.

A introdurre il prof. Roberto Caprara, in questa sua ennesima  conferenza, saranno il presidente dell’Archeogruppo, dott.ssa Maria Renzelo, e l’avv. dott. Giulio Mastrangelo, Cultore di Storia del Diritto Italiana presso l’Università di Bari e Storico delle vicinanze, che nel settembre dello scorso anno, nel corso del Convegno “La buona alimentazione delle vicinanze”, ha tenuto l’interessante relazione (corredata con video foto) “Cosa mangiavamo nelle vicinanze”.

Infine ricordiamo che in occasione dell’uscita del film “Pompeii” del regista inglese Paul W. S. Anderson, il Cineteatro Spadaro offre ai soci dell’Archeogruppo un biglietto ridotto a 3€, da sabato 1 a mercoledì 5 marzo, presentando la tessera associativa al botteghino.

Per informazioni: Archeogruppo “E. Jacovelli” – Spazio Culturale “Domenico Mastrangelo” – Via Arciprete Ladiana, 2 – 74016 Massafra (Taranto) – e.mail: info@archeogruppo.it

Nelle foto: il prof. Roberto Caprara; un’immagine su “Alimentazione degli antichi”.
(Nino Bellinvia)

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