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Il 25 novembre la Festività di Cristo Re

Massafra. Con la “Festività di Gesù Cristo Re dell’Universo” si conclude il tempo ordinario e inizia il nuovo anno liturgico con le quattro Domeniche di Avvento (adventus = venuta) , nell’attesa del Natale.

Sulla croce di Gesù c’era una scritta, in caratteri greci, latini ed ebraici: “Costui è il re dei giudei”.

Il Cristo ha sempre rifiutato di essere fatto re. Solo quando era prigioniero davanti a Pilato, affermò: “Il mio regno non è di questo mondo. Io sono venuto per rendere testimonianza alla verità, e tutti coloro che sono per la verità, ascoltano la mia voce”.

E altrove dice: “I re della terra comandano i loro popoli e si fanno anche chiamare benefattori, ma io sono fra voi come colui che serve: Se qualcuno vuole essere il primo fra voi, si faccia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”.

Il Cristo è il re del mondo perché ha tanto amato il mondo da dare la sua vita per vivificarlo. Il Cristo è il nostro re perché è il solo che ci ama pienamente; è il solo che darebbe anche oggi la vita per noi.

Gesù, quando si è proclamato re davanti a Pilato, aveva le mani legate dietro la schiena. Il suo volto portava i segni di una notte di agonia e la tracce delle percosse e degli sputi. Era coronato di spine, ma in lui c’era una dignità soprannaturale che ha impressionato Pilato, a tal punto che Pilato ha fatto di tutto per liberarlo.

Gesù in croce è deriso dai capi del popolo, dai soldati e da un malfattore, mentre un altro malfattore lo riconosce come il Messia, come vero re anche se non di questo mondo: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. E Gesù gli risponde: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso”.

Gesù sulla croce ha rinunciato alla potenza della forza per esercitare solo la potenza dell’amore.

Anche oggi siamo sempre tentati di pensare che in questo mondo solamente la violenza, il denaro, la menzogna e la forza sono efficaci; e quindi siamo sempre tentati anche noi , gli amici del Cristo, di rivolgere la stessa sfida che gli hanno lanciato i suoi avversari: “Scendi dalla croce, non rimanere lì immobile, inefficace e impotente: scendi glorioso, scendi trionfante, scendi terribile e tutti crederemo in te !”

Ma Gesù ci ripete: “Voi non sapete di quale spirito siete: solo rimanendo elevato da terra, attirerò tutti a me”. Sì, proprio rimanendo sulla croce Gesù continua a rivelare l’infinita potenza dell’amore di Dio; proprio continuando a fissare il suo sguardo pieno di lacrime e di sangue su di noi, egli è sicuro di commuovere un giorno il meglio di noi e di farci mettere liberamente e affettuosamente in ginocchio.

Tutta la grandezza del Cristo è nell’aver voluto un regno di fratellanza, di giustizia, di amore, e noi che siamo suoi seguaci, dobbiamo noi pure esercitare una regalità nelle nostre famiglie, nella nostra parrocchia, nel nostro quartiere, stando in mezzo agli altri come “uno che serve”. 
(Michele Dicanio)

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