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Il 25 aprile al Cinema Teatro Comunale di Crispiano il prof. Gert Jean Burgers presenta il libro “Greci e indigeni a L’Amastuola”

Crispiano. Giovedì, 25 aprile (ore 19.00), presso il Cinema Teatro Comunale a cura del Comune di Crispiano (1919-2019 Verso il Centenario dell’Autonomia Comunale) verrà presentato il libro “Greci e indigeni a L’Amastuola” di Gert Jean Burgers  e Jean Paul Crielaard.

Una serata culturale  che si aprirà con il saluto del Sindaco Giuseppe Laddomada.

A presentare l’opera sarà il prof. Gert Jan Burgers, docente della  Libera Università di Amsterdam. Coordina e presenta l’evento la prof.ssa Grazia Semeraro, docente Università del Salento.

Il volume riporta i risultati degli studi della serie di scavi al fine di identificare le fasi di sviluppo dell’abitato de L’Amastuola, diretti da Gert Jan Burgers e Jan Paul Crielaard, iniziati nel mese di luglio 2003 a cura dell’Istituto di Archeologia dell’Università Libera di Amsterdam.

Ricordiamo che nella stessa giornata, a partire dalle ore 15,30, sarà possibile visitare la Masseria sede degli scavi e del vigneto-giardino. L’invito alla presentazione del libro, come per  aderire alla visita guidata alla Masseria Amastuola, una superficie di circa 170 ettari., è aperta a tutta la cittadinanza. Lo conferma Giuseppe Montanaro, il quale ci ricorda che l’Amastuola è “Dove storia, arte e natura, si incontrano in un paesaggio d’autore”.

La Masseria (lo abbiamo letto in apposite schede informative e lo ricordiamo in breve ai nostri lettori), è documentata come centro agricolo di riferimento sin dal XV secolo. Nel tempo ha attraversato notevoli cambiamenti di coltura, dalla vite all’ulivo, passando per seminativi e mandorleti. La storia agricola e la vocazione vitivinicola del terreno ove sorge Amastuola risalgono però all’epoca Magno-Greca. I greci sarebbero arrivati via mare, risalendo poi per un paio di chilometri sino alle sorgenti del fiume Tara. Da questa zona di acque sorgive (tutt’ora balneabili) ma all’epoca circondata da paludi, sarebbero poi risaliti per un altro paio di chilometri, raggiungendo il pianoro dell’Amastuola dove s’insediarono. Gli scavi archeologici hanno infatti portato alla luce in loco un insediamento magno-greco, circondato da un agger.

Il vigneto, della superficie di oltre 100 ettari, interamente biologico, posto su un pianoro a 210 metri sul livello del mare, nasce sulla base di un progetto volto a valorizzare il territorio per proiettarlo verso uno sviluppo sostenibile tale da cancellare il “fantasma” dell’abbandono che mina il futuro dell’agricoltura e di quella del Mezzogiorno in particolare. Piante e frutto vengono seguiti in ogni fase del loro sviluppo con cura tradizionale. Nel rispetto dell’ambiente e del risparmio idrico, il vigneto è dotato di un impianto d’irrigazione di soccorso auto compensante a goccia, adoperato solo in annate di particolare siccità, per salvaguardare la qualità delle uve. Inoltre di recente, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Piacenza), è stata installato nel vigneto una stazione agrometeorologica che, tramite un software gestionale, permette di visualizzare i periodi di rischio infettivo da parte di eventuali fitofagi. Da ricordare ancora che il vigneto Amastuola (come abbiamo letto) è un caso unico di armonia fra produzione ed estetica. I filari di viti vi sono stati impiantati sulla base del disegno pensato dal grande paesaggista Fernando Caruncho, il quale ha disposto i filari a spalliere delle viti disegnando sublimi onde parallele che si susseguono per circa 3 km, definite dallo stesso autore “onde del tempo che attraversano fin dall’antichità questo luogo”. Inoltre, 1.500 ulivi secolari, recuperati come elementi storico-monumentali, datati dal CNR di Perugia di oltre 800 anni, alcuni con tronchi di diametro superiore ai 2.5 metri, sono stati risistemati in 24 isole organicamente posizionate su tutta la superficie del vigneto e lungo le strade storiche della Masseria, caratterizzando il progetto con il contrasto tra il verde argento dell’ulivo ed il verde intenso delle onde delle viti.

Nelle foto: la copertina del libro; il vigneto-giardino dell’Amastuola.
(Nino Bellinvia)

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