Home » CULTURA, SAVONA » Il 18 gennaio a Savona conferenza su Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, il “padre dei cantori liguri”. Relatori Stefano Verdino e Giuseppe Marcenaro

Il 18 gennaio a Savona conferenza su Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, il “padre dei cantori liguri”. Relatori Stefano Verdino e Giuseppe Marcenaro

Savona. Venerdì prossimo, 18 gennaio  (ore 15.30) nella Sala Rossa del Comune di Savona, si terrà il terzo e penultimo incontro del ciclo Dalle nostre parti, la Letteratura ligure tra Ottocento e Novecento. Organizza il Liceo Chiabrera Martini, in collaborazione col Dipartimento di Italianistica dell’Università di Genova e col Comune di Savona.

La conferenza, aperta alla cittadinanza,  è dedicata alla figura di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, il “padre dei cantori liguri”. Letture poetiche a cura del laboratorio di scrittura letteraria e interpretazione de I Coribanti del Liceo Chiabrera Martini di Savona.

Relatori dell’atteso evento, curato dal prof. Pier Luigi Ferro, sono il direttore del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Genova e il giornalista e saggista genovese Giuseppe Marcenaro. Ambedue metteranno in primo piano la figura e l’opera di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871-1919) che fu un combattivo giornalista, sulle pagine genovesi de «Il Lavoro» e di altri periodici, dove si rese protagonista di celebri polemiche, come ad esempio quelle sui restauri delle tele di Van Dyck nella Galleria di Palazzo Rosso, ma soprattutto una figura tormentata e sensibile di poeta, ammirato da D’Annunzio, Marinetti, Ungaretti, Sbarbaro e Montale. Montale definì Ceccardo un «monumento di geniale inattualità» e «padre dei cantori liguri», ponendolo all’origine di quella linea ligure della lirica italiana novecentesca, che, dopo di lui, prosegue, tra gli altri, con Sbarbaro, Caproni e Montale stesso. Lirici che hanno saputo dipingere con le loro parole il paesaggio naturale e umano della nostra terra, affrontando insieme i grandi temi morali ed estetici della cultura italiana ed europea del loro tempo. La vita complessa di Ceccardo, sempre sopra le righe, errabonda, sregolata e ribelle fu tormentata dalla miseria e compromessa dal suo carattere irruente e volitivo, incapace di adattare i propri ideali alla società contemporanea: è per questo diventata quasi una leggenda, grazie alle biografie scritte su di lui da Lorenzo Viani e da Tito Rosina.

Qui di seguito una delle sue poesie.

IL PROMONTORIO DI PORTOFINO.

Contro il ciel inarcando / l’antichissima groppa il promontore / fuor de’ liguri golfi, / glauconido di prore / e di paesi aprichi / si sforza nell’aperta / solitudin tirrena / con un spron di rupi / in visioni di mozzi / torrioni e di mura lacerate / immense, sterminate / che profondan, lor cupa ombra avallando, / per un freddo silenzio / di baratri turchini / precipite deserto / di sconsolata pietra / per cui esili pini aprono in rade / ombrelle i tremoli aghi, ed in angusti / cavi brama d’amare / alighe il nido il roco augel del mare. / A cui ognor sul grido / irrequieto, piomba / il frastuon de l’onde / contro lo schermo formidabil rotte; / che per anfratti e grotte / irrompon quindi; e donde / rigorglian con fier rombo / e un lamento di verd’acqua che bolle… / cui risponde  / il garrire del vento./ O ch’esso il freddo gorgo / agiti; o che balzando / fuor de l’equoreo grembo / per le dirute scale a la montagna / eserciti i sonori alberi sparsi / e di fragrante sale i cespi irrori / d’un’ arid’erba che la selce nutre: / e gli uni e gli altri educhi / per le stagion che lungi / quelli di fronda ignudi / e questi in rudi canapi contesti – / l’opra de l’uomo li apresti / a solcare le vie de la fortuna.

Questi i titoli di sue opere poetiche: “Libro dei frammenti” (1895), “Viandante” (1901), “Apua Mater” (1905), “Sonetti e poemi” (1898-1909), “Empoli” (1910), “Sillabe ed ombre” (1919), “Milano” (1919). Autore anche della commedia “Don Chisciotte” (1916).

Diverse le città che gli hanno dedicato delle vie , come Genova, Camaiore, Massa, Lavagna. La Spezia gli ha anche dedicato  grande busto, mentre Ortonovo e Marina di Carrara, rispettivamente gli han dedicato una una scuola media e una scuola materna.

Diamo ai lettori anche qualche notizia sui due relatori, ambedue genovesi. Scrittore, saggista e giornalista, Giuseppe Marcenaro ha collaborato con «La Stampa», «Il Secolo XIX», «Venerdì di Repubblica», «Il Foglio», «Il Lavoro», «L’Europeo» e molti altri periodici italiani. Ha scritto diverse biografie, tra cui quella di Montale (B. Mondadori, 1999) e di Giovanni Ansaldo (Il Mulino, 2000). Tra i suoi ultimi saggi Una sconosciuta moralità. Quando Verlaine sparò a Rimbaud, Bompiani, 2013 (Premio Acqui Storia 2013) Wunderkammer, Aragno, Torino 2013 (Premio Estense 2014) Daguerréotype, Aragno, 2016 e I padroni dei miei libri, ed. Henry Beyle, 2016. Ha curato numerose e importanti mostre dedicate all’arte e alla letteratura, alcune delle quali in collaborazione con Pietro Boragina, tra cui ricordiamo Roma con gli occhi di Stendhal, Roma, Complesso del Vittoriano, 2006, Russia & URSS: Arte, Letteratura, Teatro – 1905-1940, Genova, Palazzo Ducale, 2006-2007; Ferdinando Scianna; Occhio quadrato – Alberto Lattuada fotografo e cineasta; Federico Patellani; Fermi tutti…Clic!, queste ultime al Palazzo della Meridiana di Genova, nel 2014. Il suo ultimo libro è Dissipazioni (Milano, Saggiatore, 2018). Ha curato l’edizione delle Poesie di Ceccardo per l’editore Diabasis di Reggio Emilia nel 1993.

Stefano Verdino, invece, è professore ordinario di Letteratura italiana e direttore del Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo dell’Università di Genova. Ha collaborato a «L’Indice», «Il Secolo XIX», «Poesia» e numerosi altri periodici e riviste, nonché, come redattore o direttore a «Nuova Corrente», «il verri» e «Resine». E’ autore di numerosi saggi critici e monografie dedicati alla letteratura italiana del Manierismo e dell’Otto-Novecento, tra cui Genova reazionaria. Una storia culturale della restaurazione (Torino, Interlinea, 2012); Tragedia (Guida, 2012). Ha curato, tra le altre cose, la raccolta completa delle Poesie di Mario Luzi (Mondadori, 1998) e la recente edizione del carteggio Camillo Sbarbaro – Carlo Bo, Lettere e dediche (1930-1964), Genova, San Marco dei Giustiniani, 2016. Si è occupato di Ceccardo in alcuni saggi, come quello su Ceccardo e i simbolisti (2012) e su Ceccardo e lo “Svegliarino” di Carrara (2009).Tra le sue più recenti ricerche sue ricerche in corso- “Il libro dell’Aminta: per un commento” (PRA – Unige 2012), gruppo di ricerca con A. Beniscelli, Q.Marini, S. Morando, M. Navone e Q.Marini, S. Morando, M. Navone; Ricerche sulla cultura italiana nell’età della Restaurazione (biografia di Pellico per il DBI; ricerche su padre Bresciani; ricerche sul Manzoni).

Nella foto: il “padre dei cantori liguri” Ceccardo Roccatagliata Ceccardi.
(Eugenio Bolia)

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

LEGA DEL FILO D’ORO

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2019 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XIII - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!