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I servizi per le persone non autosufficienti: il Rapporto 2010

In Italia ci sono almeno 2,6 milioni di persone non autosufficienti, ossia non autonome nel camminare, mangiare, lavarsi, nello svolgere insomma le normali funzioni quotidiane. Di questi, due milioni sono anziani. Sono i dati che emergono dal Rapporto sulla non autosufficienza presentato dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e da quello della Salute Ferruccio Fazio il 21 luglio scorso.

Un problema, quello della non autosufficienza, che riguarda una famiglia su 10 e che inevitabilmente sarà sempre più rilevante viste le previsioni sul progressivo invecchiamento della popolazione e sul futuro aumento dei costi di assistenza. Le problematiche relative alla spesa sanitaria e socio-sanitaria e la necessità di individuare soluzioni al fine di ottimizzare e razionalizzare l’uso delle risorse, pur nell’irrinunciabile rispetto degli obiettivi di equità, efficacia e di tutela della salute dei cittadini, sono da anni al centro del dibattito scientifico e politico, nazionale ed internazionale. In tale contesto, in particolare negli ultimi anni, gran parte del mondo politico e degli studiosi di settore, hanno iniziato a guardare con grande interesse alla materia delle forme integrative di assistenza sanitaria e sociosanitaria. Il problema della non autosufficienza è stato affrontato in alcuni Paesi con l’istituzione di fondi dedicati: in Germania è attivo dal 1995 un fondo obbligatorio basato sui contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro. Nei Paesi Bassi, il Fondo per la non autosufficienza, istituito nel 1968, assiste 588.000 persone, cioè il 3,6% della popolazione. In Francia, è stato introdotto, a partire dal 2002, limitatamente ai cittadini al di sopra del 65esimo anno di età, finanziato in parte con la fiscalità generale, in parte dai Dipartimenti regionali e che prevede comunque una compartecipazione al costo, proporzionata al reddito, da parte dei cittadini che accedono ai servizi. In Italia, quindi, considerata ancora l’esiguità di risorse pubbliche destinate a sostenere le disabilità e la non autosufficienza, è proprio nel settore del sociale e della non autosufficienza che i fondi integrativi possono svolgere un ruolo determinante.

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