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I bambini schiavi della produzione di cacao nel documentario “Il lato oscuro del cioccolato”, al Film Studio di Savona

Savona. Lunedì 20 ottobre le classi terze del Liceo Artistico di Savona si sono recate al Film Studio per assistere alla proiezione del documentario “The dark side of chocolate”. La proiezione è stata promossa da Altro Mercato, all’interno della campagna nazionale “Io Equo 2013-2015”, con il contributo della Regione Liguria. Nel cortometraggio si racconta del viaggio-inchiesta che un giornalista danese, Miki Mistrati, ha compiuto in Africa nei paesi grandi produttori di cacao. Essendogli negato il visto per la Costa d’Avorio, egli è stato aiutato nell’indagine da un giornalista locale. Dall’inchiesta sono risultate false le assicurazioni delle grandi multinazionali del cioccolato (Nestlé, Mars, ecc.-purtroppo anche Ferrero) di non far lavorare i bambini, di mandarli a scuola, di costruire scuole e fattorie sostenibili nei villaggi della produzione. Invece, addirittura, vengono deportati bambini dal Burkina Faso, paese ancora più povero, per sfruttarli nella raccolta del cacao e ciò è stato ampiamente dimostrato dal fatto che quei bimbi non parlassero la lingua locale. Le scuole promesse non sono state costruite e, per la grave indigenza, non avendo null’altro nella vita, la gente manda i propri figli a svolgere un’attività faticosa e pericolosa. Tra l’altro, i bambini, per tagliare i frutti ed estrarne i semi, usano il macete che è una lunga arma affilatissima il cui uso sarebbe proibito fino ai 18 anni. Migliore, invece, rispetto alla Costa d’Avorio, la situazione in Ghana, un altro grandissimo produttore mondiale di cacao, dove molti agricoltori si sono costituiti in cooperative e vendono il prodotto non alle grandi compagnie ma sul mercato solidale.

Quando ero stata in Togo, avevo conosciuto un produttore di ananas che aveva organizzato un gruppo di contadini proprio per vendere la frutta in condizioni più umane. Egli aveva spiegato, infatti, che spesso le multinazionali compravano ananas, banane, papaya, a prezzi bassissimi minacciando, altrimenti, di non acquistare più la merce. I contadini, che non avevano altro modo di sopravvivere, erano obbligati quindi a cedere a condizioni tanto affamanti. Il mercato equo e solidale non paga molto di più ma garantisce condizioni di minimo vitale per tutti i lavoratori, non sfrutta come schiavi i bambini, e richiede ai contadini standard igienici e qualitativi.

Il film, di cui consiglio la visione a tutti (lo si può trovare su youtube con i sottotitoli in italiano https://www.youtube.com/watch?v=43XZuCwv9zA), ci aiuta a riflettere. Cosa possiamo fare, si sono chiesti molti ragazzi, perché i bambini di altre parti del mondo non siano sfruttati, impedendogli di vivere la loro fanciullezza e distruggendo il loro futuro?

Informarsi, divulgare le informazioni, è, comunque, il primo passo perché le multinazionali, spaventate dalla cattiva pubblicità e dalla possibile perdita dei loro lauti guadagni, attuino qualche miglioramento.

Venerdì 24 ottobre, alle ore 9, sarà proiettato, invece, “También la lluvia” (Anche la pioggia) sulla conquista del Nuovo mondo da parte di Colombo e le violenze che ne sono seguite.
(Renata Rusca Zargar)



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