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Guayaquil. Papa Francesco in Equador

Guayaquil (Ecuador). L’intera nazione si è praticamente fermata. Sono state interrotte persino le telenovela alle tv per trasmettere gli spostamenti di Papa Francesco e la messa a Guayaquil, la città industriale dell’Equador, dove la scorsa settimana ci sono stati scontri e proteste con i black blok.

Un tempo era il simbolo della lotta contro i conquistadores spagnoli, Guayaquil, oggi di una economia che uccide e crea divari sempre più ampi tra ricchi e poveri. L’eterno dilemma.

Bergoglio parte da una delle nazioni più povere del continente, oggi governata da un giovane presidente, Correa, un economista che sta cercando di mediare tra gli interessi finanziari e le spinte dal basso nel tenteativo di creare un sistema sociale meno esclusivo. Il suo programma è sintetizzabile: “socialista del XXI secolo”.

Il viaggio nella “querida America Latina” per Papa Bergoglio significa prendere di petto le grandi questioni sociali, in vista del viaggio di settembre all’Onu. Alla messa parte dall’episodio delle Nozze di Canaa. Il vino è segno di gioia, amore, abbondanza ma bisogna condividerlo. Il messaggio del Papa è valido a tutte le latitudini, all’equatore come in Europa, oggi squassata al suo interno dal Grexit. “Nel seno della famiglia nessuno è escluso”. “Dio si avvicina sempre alle periferie di coloro che sono rimasti senza vino, di quelli che hanno da bere solo lo scoraggiamento”. Gesù ha una preferenza per versare il migliore dei vini a quelli che per una ragione o per l’altra ormai sentono di avere rotto tutte le anfore”.

Il parco cittadino è gremito all’inverosimile. Si calcola 250 mila persone, ma potrebbero essere di più. Una mescolanza incredibile. Alcune persone per arrivare hanno percorso decine e decine di chilometri a piedi. Bergoglio, durante la messa, parla anche della famiglia. Un tema spinoso che anche da queste parti è fonte di divisioni tra il governo e i vescovi. L’appello che Francesco lancia va in due direzioni. La prima a sostegno della famiglia tradizionale, l’altra ad aprirsi alle novità. Perchè “quello che può sembrare impuro, e ci scandalizza o spaventa” può essere “trasformato in un miracolo”.

L’allusione viene messa in stretta connessione al prossimo sinodo sulla Famiglia dove si fronteggiano due partiti dentro la Chiesa, i tradizionalisti (contrari ad aperture verso i divorziati risposati, ad una pastorale inclusiva delle coppie gay) e ai cosiddetti “novatori”, più propensi ad aprire le braccia verso i lontani, senza eccessivi distinguo. “Spero che il Sinodo possa trovare sulzioni concrete alle molte difficoltà e importanti sfide che la famiglia deve affrontare nel nostro tempo”. In serata papa Francesco, di ritorno con un aereo a Quito, va a fare visita alla cattedrale dove, anche lì, diffonde un messaggio di solidarietà versi i meno fortunati, coloro che hanno visto la vita crollare, e soffrono un isolamento sociale e personale.

Fonti: Il Messaggero
(Francesco Mulè)

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