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Grande successo a Pietra Ligure per Don Julian Carron e Luciano Violante

Pietra Ligure. Ha avuto successo l’incontro al Teatro “Moretti” di Pietra Ligure con la presenza di Don Julian Carron, Presidente della Fraternità di Cielle e di Luciano Violante, ex presidente della Camera dei Deputati.

Doveva essere uno scontro di idee, vedute, punti di vista è stato invece davvero uno felice incontro. Davanti ad una platea interessatissima i due protagonisti sono intervenuti sul tema: “Al cuore del presente, uomini in dialogo per vivere un cambiamento d’epoca”.

Traendo l’ ispirazione da recenti interventi di Papa Francesco il Centro Culturale Cara Beltà ha voluto riprendere svariati temi: il terrorismo, i flussi migratori, la crisi dei valori, la Chiesa nella storia, l’arte, la bellezza ed il cambiamento della società: “Questo cambiamento della società – ha detto Violante – è un cambiamento d’epoca, che ha messo in crisi la ragione. O meglio, la ragione è entrata in crisi perché gli uomini in questa epoca hanno smesso di esercitarla”.

Il cambiamento è stato originato soprattutto dalla crisi delle relazioni: “Oggi si fa fatica a dire dei no – ha detto Carron- i no invece sono necessari perché esiste nella persona un livello non negoziabile. Nel momento in cui si pongono divieti si permette all’altro di capire che c’è un livello nella persona che è fondamentale non calpestare”.

L’attenzione della nostra società si è concentrata sui diritti più che sui doveri del cittadino e della persona: “Questa epoca – ha detto Violante- fonda tutto sui diritti e poco sui doveri smascherando così la propria incapacità educativa”. Dello stesso avviso si è mostrato Carron: “Uno dei pericoli più grandi dell’epoca moderna è la separazione della ragione dal sentimento. L’essere umano è irriducibile alla somma dei fattori che lo costituiscono, perché è infinitamente più grande. Occorre ristabilire una capacità di usare la ragione senza scollegarla dal sentimento”.

Un altro importante aspetto affrontato è stato quello della solitudine umana. Ci si è chiesti come si può creare comunità o legami senza partire da un legame affettivo ed a che cosa si può appoggiare l’uomo per recuperare sè stesso.
Carrón ha ricordato che Cristo si è posto nella storia e di fronte ad esso l’umano riaffiora in modo esplicito. Chi incontra Gesù recupera in modo inconfondibile il suo lato umano. Il Cristianesimo come risposta dunque, con i suoi comandamenti non dissimili da quelli di altre religioni, ma con una attenzione maggiore all’uomo, che consente di riconoscere meglio il valore della persona, della libertà, dell’amore, della giustizia. Violante ha infine sottolineato come la tecnologia ponga nuove sfide all’uomo.

“L’ intelligenza artificiale arriva a comporre poesie utilizzando le parole del grande Eugenio Montale, riesce in qualche modo a copiarlo. Ma solo l’intelligenza dell’uomo può fare un salto di qualità, cioè non solo assemblare concetti, ma crearne di nuovi. Occorre governare questi processi. E’ necessario un uso della ragione e dell’umano più profondo e incisivo. Insomma occorrerebbe riscoprire dentro di sé quel livello non negoziabile della persona di cui si parlava all’inizio».
(Paolo Almanzi)

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