Gran successo alla Galleria “L’Impronta” di Taranto della Mostra “Donna Pensiero” con opere di trentatré artiste. Eccezionale critico la scrittrice Antonietta Benagiano

Scritto da Redazione Il 6 marzo 2017 @ 21:49 Nella categoria NEWS FUORI REGIONE

Taranto. Alla Galleria “L’Impronta” grandioso successo lo scorso 5 marzo 2017 all’inaugurazione della mostra di pittura “Donna Pensiero”, visitabile sino a domenica 12 marzo.

Trentatré le artiste partecipanti: Anna Amendolito, Valeria Anatipolan, Sara Aprea, Dimitra Balou, Angela Barratta, Rosanna Bianco, Anna Cinquino, Liliana De Bellis, Rosanna De Pasquale, Antonella De Santis, Angela Elia, Margherita Fallico, Luisa Fontana, Serena Galeone, Amalia Lo Presto, Letizia Lo Prete, Giovanna Maffei, Dora Mansi, Maria Rosaria Neglia, Rosaria Piccione, Maria Pia Putignano, Tina Quaranta, Cinzia Raffo, Cornelia Rischgasser, Alessandra Robino, Francesca Ruggiero, Teresa Sindaco, Giuliana Taglialatela, Valentina Tortorella, Marisa Traetta, Francesca Vetrano, Carla Vitti, Mariella Zingaropoli. Il Presidente de “L’impronta” Arturo Camerino ha porto un cordiale saluto e il grazie alle partecipanti e al pubblico straripante, alla giornalista Emanuela Carucci, coordinatrice della serata, alla scrittrice prof. Antonietta Benagiano, critico della Mostra, alla Presidente “Lilt” dott.ssa Perla Suma, alla pittrice Grazia Lodeserto e alla musicista di violino jazz Maria Fausta Rizzo, presente per la cortesia di Franco Mezzena, docente di violino al Conservatorio di Bari, direttore artistico e fondatore dell’Accademia Mezzogiorno Musicale di Taranto, rimarcando la necessità di porre in rilievo la produzione artistica femminile. La giornalista Emanuela Carucci, prima di presentare le varie fasi della serata, nel corso della quale si è dato spazio anche alla pagina letteraria con poesie di Letizia Gangemi, Barbara Amodio e Maria Pia Putignano (l’avvocato poeta Mario Calzolaro non è potuto essere presente per ritardi ferroviari) e con il rilievo dato da Sara Leo alla scrittura digitale, ha parlato delle tante capacità della donna, artista sin dal preistorico, accennando alla ben nota Artemisia Gentileschi e a Tamara de Lempicka, icona dell’Art Déco, per passare in seguito la parola al critico.

La Benagiano ha subito precisato che l’arte (“l’inutile estremamente necessario”) non ha genere, anche se le artiste molto hanno dovuto attendere e lottare per avere spazio in gallerie e musei, per un riconoscimento balzato solo a partire dal 2000 alla inaugurazione del Tate Modern di Londra con le opere della scultrice Louise Bourgeois. Ha sottolineato che talora sono proprio le artiste a essere all’avanguardia, a offrire ispirazione, come nel caso di Yayoi Kusama coi suoi segni ripetuti da cui trasse ispirazione Andy Warhol. E si è riferita a quel che l’arte è, rappresentazione estetica del profondo, dell’inconscio e del subconscio, dell’onirico e del surreale, di tutto un mondo del quale la donna è gran parte. E’ passata poi a presentare le artiste in mostra nelle quali ha generalmente colto una ispirazione volta a proporre figure femminili che sollecitano meditazioni esistenziali, della condizione psico-fisica, su una sensualità sofferente, sull’ilarità poco ilare, mentre non mancano immagini domestiche e familistiche, di ricerca della pace nel mandala e nella natura, di sorellanza al di là della razza, di giovinezza ridente, di gioie serene e paesaggi ameni, ma anche di sollecitazione a lottare. E ha posto in rilievo l’uso sapiente delle varie tecniche pittoriche tra cui la pirografia e l’impasto di sabbia, l’abilità nel segno, talora marcato, talaltra lieve, nelle pennellate attente a fissare i dettagli, accese o tenui, oppure fluide, grandi, rapide. Ha concluso dicendo che ciascuna opera, frutto di “mano testa e cuore”, è arte, come già riteneva San Francesco. Lunghissimo applauso prima di dare seguito all’intermezzo musicale con il particolare violino di Maria Fausta Rizzo che ha proposto dei brani jazz, qualcuno anche da lei stessa cantati, ed è poi volata via con uno scroscio di applausi alla volta della Sicilia.

La dott.ssa Perla Suma, nel suo intervento, dopo aver ringraziato il presidente Camerino per quanto “L’impronta” realizza in Taranto, si è detta lieta dell’invito alla Mostra che molto ha apprezzato per la qualità delle opere, ribadendo anche la difficoltà delle artiste nel farsi spazio, delle donne, in genere, poco supportate nelle difficoltà della vita; ha parlato poi dell’Associazione “Lilt”, della necessità della prevenzione, di come si tenti di andare incontro ai tanti problemi delle donne, ai loro disagi e, al contempo, come si rilevi in esse grande forza. Prolungati gli applausi. La Coordinatrice ha fatto seguire l’intervento della pittrice Grazia Lodeserto che ha avvalorato la positiva funzione dell’arte in ogni momento della vita, come ella ben sa, la capacità delle donne di sopportare dolori fisici e psichici, e il pensiero si è volto al coniuge Giovanni Amodio che tanto l’amava come donna e artista. E’ seguita poi la declamazione di talune liriche da parte delle poetesse già citate e di una giovane poetessa presente in sala (Letizia Gangemi ha declamato la struggente poesia di Barbara Amodio dedicata al padre) mentre, a chiusura della serata, due soci si sono improvvisati attori recitando uno stralcio da “Giulietta e Romeo” di Shakespeare. Esaltazione dell’amore prima del saluto e del grazie del Presidente Arturo Camerino.

Nella foto la scrittrice-critico Antonietta Benagiano, il presidente Arturo Camerino e la giornalista Emanuela  Carucci.
(N.B.)


Articolo pubblicato da: LIGURIA 2000 NEWS

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