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Giusi Contrafatto e la sua raccolta poetica “Passi – Pedagogia del Cuore” al centro di un evento culturale a Barcellona P.G.

Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Appuntamento culturale molto seguito ed apprezzato. Si è tenuto alcuni giorni fa nei locali dell’ex Monte di Pietà “Giovanni Spagnolo”, con la presentazione della raccolta di poesie “Passi – Pedagogia del cuore” (Edit Santoro, copertina di Francesca Busacca e prefazione di Giuseppe Messina) della poetessa palermitana Giusy Contrafatto. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale “Dante Alighieri”, si è svolto con la presenza anche di diversi poeti che sono intervenuti nel corso della manifestazione.

Manifestazione che è stata brillantemente introdotta da Vittorio Crupi, Presidente dell’Associazione Culturale “Dante Alighieri”. Lo stesso presidente Crupi, nel corso della manifestazione, ha consegnato al prof. Francesco Speciale diploma di benemerenza e medaglia d’oro, inviati dal Consiglio Generale della Sede Centrale di Roma della “Dante Alighieri”, per la fattiva attività culturale svolta per lunghi anni nella qualità di presidente dell’associazione.

Dopo l’introduzione e i saluti alle autorità e agli intervenuti, si è proceduto alla introduzione dell’autrice da parte del prof. Francesco Speciale con una sua “Sensazione – Riflessione”. Si è particolarmente soffermato sul contenuto delle  varie composizioni della poetessa, sottolineandone la grande sensibilità e ricordando che Sonia Demurtas aveva inserito poesie della Contrafatto nella raccolta di liriche “Voci di conchiglia 2” e successivamente in “Collana di perle”. Poetessa che oltre a “Passi – Pedagogia del cuore” è autrice anche della raccolta “Forza d’ali”.

Fra l’altro ha anche ricordato (come aveva accennato lo stesso scultore Giuseppe Messina) che Giusi Contrafatto non è solo poetessa, ma anche produttrice di vino, discendente del patriota Rosolino Pilo (la nonna era la nipote dell’illustre personaggio nato nel 1820, tra i protagonisti dello sbarco dei Mille di Garibaldi in Sicilia). E lo stesso prof. Speziale ha guidato, a fine serata, la degustazione del Sagapò 2007, nero d’Avola in purezza prodotto dalla stessa poetessa e dedicato a Rosolino Pilo, Conte di Capaci, nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e della sua raccolta di poesie.

A dare il via all’evento è stata comunque la nota pianista messinese Maestra Antonietta Nicastro che ha eseguito, il brano “Ricordi”, da lei stessa composto.

Dopo alcuni interventi poetici , è stata la volta dello scultore Giuseppe Messina che si è  soffermato sulla presentazione vera e propria dell’autrice Giusi Contrafatto e del suo libro “Passi – Pedagogia del Cuore”, evidenziando subito che tutti, come lei amano “lasciarsi abbracciare dalla poesia / dalle / emozioni indelebili, / eterne /di ciò che si è vissuto, / di ciò che si osserva trovando bellezza”. Proprio come annunciano i versi pieni di passione dell’autrice. Ed ella stessa è passione, d’amore per tutto ciò che la circonda, passione viscerale per la nostra terra, quest’isola che cova fuoco, calore umano, generosità, bellezza, incanto, però, purtroppo, anche dramma, sventura di cui, come una indelebile maledizione, i siciliani non riescono a liberarsi. Tra cielo e terra ecco lei, la poetessa, con il suo mondo di emozioni; la poesia, un universo in un quadro ricco del suo mare di sentimenti in cui lei stessa si tuffa per renderlo vivo.

Messina ha continua precisando che Giusi Contrafatto crea quadri con un proprio mare, delle volte tempestoso, ma può rivelarsi fonte di salvazione dalle miserie umane, quelle stesse che, non è difficile per tanti, a volte, possano essere causa delle più orribili nefandezze. Su questo mare navigano i poeti e, così, lei si lascia cullare e in esso s’immerge, si lascia fagocitare per sfuggire alla paludosa e sempre più impraticabile realtà. Sì, navigano i poeti, infagottati nei propri sogni, stracolmi di amore per tutto ciò che attraversa l’esistenza universale, protagonista del bene. Navigano i poeti, intrisi di speranza e, a volte, “appassita speranza, / simile a delicate uve / al caldo sole di Trinacria / (che) lasciano la dolce emozione / di un cuore vivo, mai sopito, / palpitante al soffio del vento, / indomito nel  naufragar del bramato sentire”.

Ecco, questa “speranza appassita” (ha continuato Messina, noto come scultore, pittore, poeta, scrittore, regista…) potrebbe far pensare ai momenti di solitudine, tristezza tinta di pessimismo, ma ci permettiamo interpretare con ciò il pensiero, la sensibilità della poetessa e possiamo affermare che non c’è pessimismo totale in chi pensa e scrive “caldo sole di Trinacria” e “dolce emozione di un cuore vivo, mai sopito”.

Giuseppe Messina ha anche detto che tutta la poesia di Giusi Contrafatto è intrisa di forza, spesso di rabbia, ma anche di amarezza e di tanti perché. “Perché la mia anima, / forte di tanto universo / necessita impronte incancellabili / su fogli bianchi?”. E’ questo che scrive anche la poetessa: Ma perché?  Sente il bisogno d’imprimere le proprie impressioni sopra il bianco foglio? La risposta non potrebbe essere più semplice e più chiara: spesso il poeta è solo e inascoltato, quasi come Cassandra, pertanto affida il suo pensiero, il suo messaggio, la sua emozione, e perché no, la sua percezione ad un foglio come fosse una pubblica confessione di certezza. Durante il suo andare Giusi scrive, e sono messaggi d’amore nelle direzioni più disparate, ma sempre con un unico indirizzo: l’essere umano, nella speranza di non trovarlo distratto “davanti all’espressione di un albero che si denuda”.

Giuseppe Messina ha continuato affermando che la poesia di Giusi è pregna di credo, di rispettabile religiosità oltre ad essere tutta un cantico d’amore. È un continuo scrutarsi dentro, un perenne mettere a nudo la sua anima, mai celata dietro una qualsiasi maschera, ma esposta sempre, e soprattutto, alla sua stessa severa critica coscienza. È una sintesi di eternità cosciente ammonitrice di questo nostro difficile tempo che essa stessa sta attraversando.  Giusi è quella che si ritrova nella poesia “La mia ombra”: “Conscia della mia ombra / volgerò il viso al sole / ologramma di me / che se pur il sole cade a terra/ è la parte vera della mia essenza”.

Giusi Contrafatto? Messina l’ha definita illuminata e luminosa, cosciente. “Quantunque ci si esponga alla luce, c’è sempre una parte di noi che rimane sconosciuta, ma spesso noi stessi sappiamo quale essa sia, perché questa è la parte più importante”. Ed ha poi ricordat0 l’attrazione che danno i tre versi iniziali dell’opera dal titolo “L’umanità del vile”: “La pazienza del tuo essere / roccia di valori di vita / attende le parole del vile”.

Chi ci dice che la poetessa non sottintenda lei stessa che attende, che aiuta a vivere e sperare, forgiando e rendendo forte i valori della vita, contrapponendoli e contrapponendosi alla sentenza del vile?

Messina ha ancora detto nella sua brillante relazione che ci sarebbe tanto da scavare piacevolmente nei sogni, nei pensieri, nelle visioni mai astratte di una sì tanto lucida compositrice di motivi tanto verbali quanto musicali con il potere di elevare l’anima in spazzi infiniti (ha infine detto Messina), dove innumerevoli arcobaleni s’intersecano per formare la rete che la sostengono. Ci sarebbe proprio tanto da immergersi in così tante verità che saltano danzando da un verso all’altro, tanto da lasciarsi cullare tra le onde musicali del mare che si estende pacifico, ma severo, nei quadri poetici di Giusi Contrafatto. E non ha continuato il meraviglioso viaggio tra i suoi versi nel rispetto di chi vorrà assaporare la lettura del libro.

Diversi coloro che si sono alternate, nel corso della manifestazione, a declamare poesie (con il sottofondo musicale creato dall’artista Antonietta Nicastro, eseguendo: “Come sei veramente” di G Allevi, “Chiaro di luna” d Beethoven, “Valzer poetico” n 1 di Granados, “Preludio”- Bach, “Milonga dell’angel” di Piazzolla, “La patetica” adagio -opera 13 di Beethoven, “Mazurca” – opera 23 di Chopin, “Invierno porteno” di Piazzolla)). Interessante la testimonianza dell’arte poetica della Contraffatto da parte della poetessa Lina La Mattina che si è detta molto felice di essere stata per la seconda volta madrina alla presentazione di un suo libro e nell’occasione ha declamato “Passi” (la poesia che dà il titolo al libro) e le sue composizioni “Il giardino dell’amore”, “L’origine dell’essenza”, “Testamento”.

Tre poesie  ha declamato anche lo stesso relatore Giuseppe Messina (“E’ Natale”, “La corteccia del cuore” e “Povera terra mia”).

Anche la 52enne autrice del libro ha recitato tre sue poesie, iniziando con “Poesia

consapevolezza”, “Il più dell’amore” e in conclusione, con  “Giò”, non mancando anche a ringraziare quanti intervenuti alla magnifica serata culturale.

L’evento si è concluso con un intrattenimento finale con buffet e degustazione Nero d’Avola “Sagapò” prodotto da Giusi Contrafatto.

Ai lettori ricordiamo che le opere di Giusi Contrafatto sono stampate dalla casa editrice pugliese Edit Santoro, alla quale quanti interessati possono rivolgersi per informazioni ed eventuali richieste: tel. 0836-568152; e-mail: editsantoro@libero.it oppure  info@editsantoro.it

Nelle foto: un momento della presentazione dell’evento culturale (da sx: il prof. Vittorio Crupi, lo scultore Giuseppe Messina, la poetessa Lina La Mattina, l’autrice, Giusi Contrafatto e il prof. Francesco Speciale); lo scultore Giuseppe Messina con (da sx)  la poetessa Lina La Mattina, l’autrice Giusi Contrafatto e la musicista M° Antonietta Nicastro; la copertina del libro “Passi – Pedagogia del Cuore”.
(Nino Bellinvia)

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