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Giovedì a Bologna funerali dell’autore Carlo Vinci, deceduto un mese fa e sepoltura rimandata causa neve

Bologna. Giovedì, 23 febbraio si svolgeranno alle ore 10.00, presso la Parrocchia Sacra Famiglia in via Irma Bandiera 24, i funerali di Carlo Vinci (in arte Carlo Da Vinci), autore di radiodrammi, testi musicali, poesie e romanzi. E’ deceduto esattamente il 23 gennaio, ma avendo espresso in vita il desiderio di essere seppellito in terra, non è stato prima possibile a causa della neve.  Era ospite presso la Fondazione
Casa Lyda Borelli per artisti ed operatori

dello spettacolo (presidente del Consiglio di Amministrazione Lamberto Trezzini e coordinatore responsabile Nora Grande), costituita in una grande villa su via Saragozza, nei pressi del Meloncello, grazie alle donazioni di tanti artisti drammatici e benefattori.

Vinci è stato ospite in quest’oasi per i diversamente giovani dal 1994. Romano di nascita (aveva 96 anni) aveva vissuto per diversi anni in Liguria, ad Alassio. Laureato in Giurisprudenza, era socio della SIAE e dell’UNCLA. Aveva scritto con lo pseudonimo di Carlo Da Vinci oltre quattrocento canzoni di successo, alcune delle quali presentate in importanti manifestazioni. Tra i titoli delle sue canzoni da ricordare: “La mugliera” (con musica di Di Lazzaro) incisa nel 1951 (Disco Cetra) dal Quartetto Stars con l’Orchestra diretta dal M° Ferrari; “Estasi” con musica del M° Lucci e “Non ti ricordi più” con musica del M° Poggiali, ambedue presentate al Festival di Sanremo 1957 (la prima interpretata da Fiorella Bini e Flo Sandon’s e la seconda da Gino Latilla e Nunzio Gallo); “Cantammola ‘sta canzone”, con musica di T. Fusco, presentata al Festival di Napoli 1957, interpretata da Grazia Gresi e Giacomo Rondinella; Jurnata triste, con  musica di Eldo Di Lazzaro, lanciata da Roberto Murolo; “Se tornassi tu..!” (testo scritto con Ezio Radaelli, musica di Alberto Barberis) canzone presentata al Festival di Sanremo 1958 interpretata da Johnny Dorelli e da Giorgio Consolini; “Luna nnammurata” con musica del M° Pontevecchio presentata al Festival di Napoli 1956 ed interpretata da Nunzio Gallo; “Capricciosella”, con musica di Marletta interpretata da Claudio Villa; “Ti chiamerò Marina” incisa da Claudio Villa; “L’estate se ne va” ed altre ancora. Hanno inciso sue canzoni anche altri artisti, tra cui Aurelio Fierro.

Inoltre ebbe a collaborare con Nino Rota alla stesura di tutte le canzoni dei film di Fellini e con Il regista Réné Clair per i testi delle canzoni del film “Le belle della notte”, interpretato da Gina Lollobrigida. Ha scritto i testi in italiano di undici “lieder” di Shubert per il film “La casa delle tre ragazze” e molti altri testi di canzoni per film anche stranieri. Per venticinque anni ha fatto parte della Commissione Esaminatrice della SIAE.

Negli anni ’50-’60 Radio Firenze ebbe a trasmettere una decina di suoi radiodrammi. Per la Rai ha anche scritto una settantina di radioscene andate in onda nella trasmissione “La Radio per la scuola”. Abbandonata la carriera artistica negli anni ’70, si stabilì in Liguria, ma gli ultimi anni li ha trascorsi nella Casa di Riposo degli artisti “Lydia Borelli” di Bologna, dove aveva dato inizio ad una nuova vena artistica in qualità di poeta (raccolta poetica “Prima che l’ombra” con prefazione di Paolo Conte, Edizioni Pendragon) e di scrittore di romanzi (“Il seme del diavolo”, triller con prefazione di Laura Grimaldi, Ed. Gallo & Calzati, 2002; “Vecchi jeans”, 2005; “La Verde Milonga”, 2006; e “La santa icona e la squillo laureata”.2007, stampati da Giraldi Editore).

L’abbiamo conosciuto negli anni ’90 e d’allora ci siamo sempre sentiti telefonicamente. Come ci diceva, era sempre intento nella lettura e fino a quando la vista l’ha sostenuto, ha passato gran parte del suo tempo nell’elegante ed accogliente biblioteca interna della Casa degli artisti che ospita testimonianze dei più grandi artisti italiani, dalla Duse a Zacconi.

Un persona corretta e gentile che difficilmente si può dimenticare, come ci ha detto, tra l’altro,  Anna Iacob, ospite nella stessa casa degli artisti, per la quale aveva tanta attenzione e che considerava figlia, sorella, madre…

Nelle foto la locandina del film “Le belle delle notte” di cui scrisse i testi delle canzoni e la copertina di un suo ultimo romanzo.
(Nino Bellinvia)

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