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Genova. ‘What Next?’, mostra di Riccardo Previdi a Villa Croce

Genova. Fino a domenica 18 giugno Villa Croce presenta What Next? , la prima personale di Riccardo Previdi (Milano, 1974) in un museo italiano. La mostra ospita una serie di lavori tra installazioni, pitture e video, frutto di diverse esperienze e recenti collaborazioni, come quella con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova che ha dato vita ad un nucleo di nuovi lavori, uno dei quali porta lo stesso titolo alla mostra.

La personale di Riccardo Previdi si apre con una grande scritta luminosa, open, installata sul tetto del museo, per poi proseguire al piano nobile dell’edificio neoclassico. Prodotte su larga scala in Cina e poi rivendute in tutto il mondo, le insegne luminose a led costellano con la medesima estetica di lucine blu e rosse le vetrine di esercizi commerciali di diversa natura in numerose città.  Come spesso avviene nella sua pratica artistica, si appropria di quest’oggetto e lo trasforma caricandolo di ulteriori significati. Sono nati così due lavori entrambi intitolati open.

Da un’operazione d’ingrandimento, l’insegna diventa per lo spazio esterno una scultura di quasi cinque metri per tre, che per la mostra di Genova viene allestita sul tetto della villa in modo da essere visibile sia dalla strada che dal mare. Invece da un procedimento di assemblaggio, sedici di queste insegne diventano un lampadario dalla forma ottagonale, open (Chandelier), appeso nella sala che apre il percorso espositivo.

Attraverso il dialogo con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, Riccardo Previdi ha avuto modo di confrontarsi con la nanoscopia ottica, ovvero la tecnologia che ha permesso di oltrepassare i limiti di visione consentiti dal microscopio nello studio dell’infinitamente piccolo. In questo modo la tecnologia ha ridotto le distanze nella capacità di vedere dell’occhio umano arrivando a poter vedere, e quindi a studiare, le molecole che compongono le cellule. A questo si ispirano le sette nuove tele dell’artista, realizzate a partire da scansioni fatte al microscopio di cellule tumorali e poi rielaborate utilizzando lo stesso processo delle precedenti opere dell’artista, intitolate “Test”, e basate sull’elaborazione di pattern e prove di stampa. Le immagini elaborate dall’artista a partire dalle scansioni microscopiche disegnano nella loro sequenza una sorta di nuovo paesaggio in dialogo con quello naturale che si può ammirare affacciandosi dalle finestre di Villa Croce.

Invece l’opera “Spaccare il capello in quattro” è stata prodotta a partire dalle scansioni nanoscopiche effettuate presso l’IIT di Genova dove un capello dell’artista è stato ingrandito fino ad otto volte rivelandone la struttura molecolare, ma creando al contempo un’immagine completamente astratta. Sia l’opera What next? che Spaccare il capello in quattro rimandano al cuore della ricerca di  Previdi creando un collegamento tra tecnologia, utilizzata in campo scientifico, e processi di produzione e post-produzione dell’immagine.

Allo stesso modo di open all’entrata del museo, così i lavori recentemente prodotti per la mostra diventano la metafora della soglia che di volta in volta si definisce e si modifica tra chi osserva e l’oggetto osservato, tra spazio privato e spazio pubblico, tra esperienza intima e condivisa. Come nella serie intitolata cocoon , che ha le sue radici in uno dei primi lavori di Riccardo Previdi, realizzato nel 2000 ed intitolato Catarifrangente, in cui l’artista compare “imbozzolato” in un materiale altamente riflettente. A distanza di tempo l’artista riprende quei lavori in cui si fa impacchettare con quanto normalmente viene utilizzato per imballare le merci. Le azioni sono fotografate e riprese da una telecamera all’interno di spazi privati, come presenta il video ampelman montato in 32:9, ovvero due riprese da 16:9 accostate che permettono la visione contemporanea di due azioni svolte in luoghi e tempi diversi.

La mostra si è sviluppata a partire da Art Test Fest, festival di arte contemporanea tenutosi a Genova lo scorso novembre e realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ora! per creare un terreno d’incontro tra artisti e produttori di nuove tecnologie. A quest’evento l’artista ha partecipato  con  un workshop durante il quale ha esposto il suo rapporto con la tecnologia e il pensiero scientifico.
(C.S.)

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