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Genova. Violenza donne, casa rifugio in Liguria

Genova. Sono state 855 le donne che si sono rivolte ai centri anti violenza liguri da gennaio a oggi, 700 delle quali hanno effettuato un primo colloquio di valutazione con le operatrici dei centri, e poco più della metà (414) ha proseguito il percorso fino a una presa in carico vera e propria.

Al netto degli accessi ai centri, però, soltanto 135 sono arrivate a denunciare alle autorità, e cioè circa il 15%. Numeri in linea con quelli del 2016, che mette in luce quanto ancora ci sia da lavorare per far sì che tutte le donne si sentano libere e sicure di denunciare i maltrattamenti, le violenze e gli abusi di cui sono vittime. Stando agli altri dati arrivati sul tavolo della Regione, che ha siglato una collaborazione con le Procure liguri e la Polizia Giudiziaria, da aprile 2015 ad agosto 2017 sono state 209 le persone che hanno portato avanti la loro causa in sede giudiziale, per un totale di 1.385 accessi al Pronto Soccorso legati a violenze. Di queste, 28 sono minori.

Viene confermata quindi la necessità di un lavoro comune, di una rete sempre più fitta, che sappia tenere agganciate le donne in un percorso compiuto che vada dalla prima presa di contatto con un centro alla giustizia fino all’aula di tribunale: senza considerare la parte sommersa del fenomeno, ovvero le donne che non trovano la forza di chiedere aiuto o denunciare le violenze subite, queste cifre  dicono che la metà delle donne che si rivolgono ai centri anti violenza porta a termine il percorso di presa in carico e solo la metà di questa metà si sviluppa poi in un procedimento giudiziario. Per questo è fondamentale, da un lato, mantenere il sostegno dei centri e, dall’altro, proseguire la collaborazione tra Istituzioni, mettendo in campo anche iniziative di sensibilizzazione, di formazione e di sostegno concreto alle donne. Come assessorato alle Pari Opportunità, abbiamo destinato oltre 137mila euro all’autonomia abitativa delle vittime, attraverso contributi per spese di trasloco, affitto e utenze e, congiuntamente con l’assessorato alle politiche sociali e sanitarie, stiamo avviando un percorso di formazione del personale dei centri anti-violenza e dei servizi di emergenza sanitaria per migliorare il lavoro di rete in materia”. A inizio 2018 in un luogo segreto della Liguria nascerà il primo rifugio di emergenza per le donne vittime di violenza sostenuto dalla Fondazione Costa Crociere. Il centro difenderà, accoglierà e assisterà le donne nei momenti ‘difficili’ successivi alla denuncia dei loro carnefici.

Per aiutare il percorso di uscita dalla spirale di violenza, Regione Liguria ha stanziato nuove risorse (137mila euro) anche per progetti di autonomia lavorativa attraverso contributi che verranno dati alle imprese che le assumeranno. A questo proposito “stiamo elaborando un bando rivolto alle aziende – spiega l’assessore Cavo – per favorire la loro assunzione. Sono 8 i centri anti-violenza in Liguria: a Imperia (1), Savona (1), a Genova (2), a Mignanego (1), Chiavari (1) e La Spezia (2), tutti collegati al numero nazionale 1522.
(Lara Caloguri)

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