Home » GENOVA, PRIMO PIANO, SPETTACOLO » Genova. Venerdì 16 al via al Carlo Felice la Turandot di Puccini

Genova. Venerdì 16 al via al Carlo Felice la Turandot di Puccini

Genova. Venerdì 16 giugno, alle ore 20.30, con repliche fino a mercoledì 21 giugno, andrà in scena Turandot, l’estremo capolavoro di Puccini, nell’ormai classico, applauditissimo allestimento del Teatro Carlo Felice

La regia è firmata da Giuliano Montaldo, maestro del cinema e della televisione (Marco Polo), genovese doc; le scene, memorabili, sono di Luciano Ricceri, i costumi di Elisabetta Montaldo Bocciardo, le coreografie di Giovanni Di Cicco, le luci di Luciano Novelli. La direzione di Coro e Orchestra del Teatro Carlo Felice è affidata a Giuseppe Acquaviva, che, oltre ad esserne il Direttore Artistico, questa volta ricopre per il Teatro Carlo Felice anche il ruolo di Direttore d’Orchestra (il Maestro Acquaviva si alternerà con Alvise Casellati nelle recite del 20 e 21/6). Il Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice è guidato da Gino Tanasini.

Il libretto racconta una fiaba “cinese” ambientata a Pechino, che i librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni trassero dall’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi (1762). La protagonista, Turandot, è un’algida principessa che dispensa morte per due terzi dell’opera, sciolta solo, nel suo gelo sentimentale, dal Principe Ignoto Calaf, l’unico che, novello Edipo, è in grado di risolvere gli enigmi da lei proposti. Tra personaggi di grande rilievo drammaturgico come quelli dei due protagonisti e altri più leggeri come le macchiette quasi fumettistiche dei tre ministri dell’imperatore Ping, Pang e Pong, uno spazio a sé si conquista la figura di Liù, la dolce schiava che sacrifica la vita per il bene dell’amato principe Calaf.

L’opera, che ha sempre esercitato su tutti, amanti e non di Puccini, un fascino quasi stregonesco, per via delle sue inesauribili invenzioni musicali e orchestrali, andò in scena per la prima volta alla Scala il 25 aprile 1926, diretta da Toscanini, che fermò l’esecuzione dopo la scena del sacrificio di Liù, laddove Puccini, cioè, aveva interrotto la composizione per l’aggravarsi della malattia che lo avrebbe portato alla morte di lì a poco.

Il cast vocale impegnato nel capolavoro pucciniano è di assoluto prestigio: la protagonista è Norma Fantini, una delle più acclamate Turandot degli ultimi anni, affiancata dall’imponente voce tenorile di Rudy Park nei panni del Principe Calaf. Ma c’è grande attesa anche per il debutto di Serena Gamberoni nel ruolo di Liù. Completano la Compagnia Mihailo Šljivić (Timur), Vincenzo Taormina (Ping), Blagoj Nacoski (Pang), Marcello Nardis (Pong), Max René Cosotti (L’imperatore Altoum) e Alessio Cacciamani (un Mandarino).

Turandot, il testamento di Giacomo Puccini, è anche la sua opera più innovativa, quella con cui il compositore cercò di tenere il passo con ciò che di più avanzato stava accadendo nel teatro musicale europeo a lui contemporaneo (a partire da Richard Strauss), di cui era perfettamente a conoscenza grazie alla sua inesauribile curiosità musicale. Già l’argomento è inconsueto per Puccini: una fiaba cinese che i librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni trassero dall’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi (1762), con protagonista non una donna reale, come Mimì, Manon o Butterfly, ma un’algida principessa che dispensa morte per due terzi dell’opera. Il nuovo, ultimo viaggio è talmente inconsueto che, per affrontarlo, Puccini si rimette a studiare: scova inedite suggestioni orientali diverse da quelle di Butterfly, meno ammalianti e seducenti, più aspre e dure. Scopre le possibilità espressive della dissonanza emancipata sperimentate da Schönberg. E si aggiorna sullo stile dei compositori italiani successivi a lui di una generazione, Malipiero e Casella in particolare. Il risultato è una partitura in cui l’orecchiabile Nessun dorma è controbilanciata da intere sezioni in cui l’orchestra assume il colore del ferro e dove alle dolcezze vocali di Liù, la vittima che si sacrifica per il bene dell’amato principe Calaf, risponde il canto tortuoso di Turandot o dove macchiette fumettistiche come i ministri dell’imperatore Ping, Pong e Pang sono subito sostituite da scene musicali di luminosità siderale.
(C.S.)

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

CAMBIO VALUTE

Il Widget Convertitore di Valuta è offerto da DailyForex.com - Forex Opinioni - Brokers, Notizie & Analisi

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2017 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XI - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!