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Genova. Tango del calcio di rigore con Neri Marcorè e Ugo Dighero

Genova. Dal 19 febbraio al 10 marzo al Teatro Modena, ore 20:30, 19:30, 16:00, va in scena “Tango del calcio di rigore”, con protagonisti Neri Marcorè e Ugo Dighero. Regista: autore: Giorgio Gallione.

Tango del calcio di rigore parte dalla finale dei Mondiali del 1978. Il 25 giugno all’Estadio Monumental di Buenos Aires l’Argentina deve vincere a tutti i costi contro l’Olanda. Seduto in tribuna c’è il generale Jorge Videla, che ha orchestrato il Mondiale come strumento di propaganda politica, affinché il mondo si dimentichi delle Madri di Plaza de Mayo. Poco discosto dal dittatore, in tribuna, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, suo amico personale. Durante i campionati del ’78 in Argentina succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, corruzione. Ma è anche il momento di maggiore popolarità e consenso della dittatura Videla, a dimostrazione di come lo sport possa essere usato dal potere come forma di occultamento della realtà o raffinato strumento di oppressione.

Una sorta di oppiaceo per tenere a bada le masse è considerato il calcio attorno a cui ruotano narrazioni sospese tra realtà, magia e favola. Gallione racconta a 360 gradi questo mondo dove c’è posto per uccisioni in Colombia ma anche ricordi di personaggi come l’anziano portiere Gato Diaz che para un rigore per amore, calciatori ingaggiati per una forma di formaggio (poi divenuti grandi campioni) e il dramma del capitano del Cile Francisco Valdés che dovette accettare – per paura – di fingere un’azione e conseguente gol senza avere di fronte un’altra squadra.

C’è spazio anche per il figlio del cowboy Butch Cassidy amante della filosofia ma costretto a fare l’arbitro con tanto di pistole per farsi rispettare. La presenza delle Madri di Plaza de Mayo con il loro composto dolore e il desiderio di non abbandonare mai le speranze aggiunge un ulteriore contatto alla realtà in cui tutto avveniva.

A quarant’anni di distanza da quei giorni terribili, un bambino di allora, oggi adulto, cerca di ricostruire il suo passato di appassionato di calcio, recuperando storie di “futbol”, a cavallo tra mito, realismo magico e realtà storica.
(Lara Calogiuri)

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