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Genova. Scuola, ‘mensa da incubo’: proclamato lo sciopero del panino

Genova. Continuano le proteste dei genitori per i disservizi nelle mense delle scuole genovesi: dopo le segnalazioni arrivate da quelle della Valbisagno e di Quarto per i piatti serviti dalla cooperativa La Cascina – carne al limite della cottura, dall’aspetto e dall’odore sgradevole e un pezzetto di ferro nell’acqua dei fagioli – nuove lamentele arrivano dagli istituti Daneo e Don Milani.Plastica nel piatto, proteste alle mense delle scuole Daneo e Don Milani.

Questa volta a finire nel mirino è la Cooperativa Italiana di Ristorazione che gestisce le mense delle 2 scuole, una alla Maddalena e una in salita Carbonara: stando a quanto segnalato dagli insegnanti e dai piccoli studenti alle mamme, nei piatti sarebbero stati trovati pezzi di plastica (uno di 10 cm alla Daneo), e alla Don Milani un bimbo si sarebbe ritrovato nel piatto un insetto.Mamme e papà di San Gottardo salgono sulle barricate e proclamano lo sciopero della mensa. Anche se qui lo hanno chiamato sciopero del panino.

È un film che torna con cadenza periodica nelle scuole genovesi e che ora dà vita a una protesta simbolica, l’astensione dal servizio mensa fino a venerdì, per convincere il Comune a intensificare i controlli e modificare i criteri di assegnazione degli appalti.L’episodio che ha fatto traboccare il vaso è stato il ritrovamento di una lisca di pesce dentro il piatto di un bimbo dell’asilo. Il preside Marco Casubolo ha dato l’ok per consumare in classe i pasti portati da casa. Nel frattempo i genitori hanno deciso di sporgere denuncia ai carabinieri.

L’aria anche a San Gottardo è molto tesa. “Non ce l’abbiamo con le addette alla mensa, ma soprattutto col Comune. È una continua presa per i fondelli”, dicono. Ma in giornata è arrivato il duro comunicato della Filcams Cgil: “Gravissimo – si legge nella nota – che le quattro lavoratrici della scuola” abbiano “ricevuto dalla ditta l’input di non andare a lavorare”.

Il sindacato rivendica “il diritto alla retribuzione e al pieno orario di lavoro contrattuale”. E poi, contro chi organizza la protesta: “Il silenzio delle istituzioni è assordante mentre più di ‘qualcuno’ ormai spinge a disertare il servizio di ristorazione scolastica promuovendo il ‘fai da te’, nel segno di una protesta o ‘battaglia’ che al momento sta producendo solo grande confusione e incertezza sul futuro di un settore già particolarmente tartassato”.
(Lara Calogiuri)

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