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Genova. Sabato torna il Confuego, dal corteo storico al falò di piazza De Ferrari

Genova. Come ogni anno, l’ultimo sabato prima di Natale scatta l’appuntamento con il Confeugo, la tradizionale cerimonia di scambio di auguri fra il Sindaco e la città.  Il  Corteo Storico attraverserà le vie del centro, prima della cerimonia in Palazzo Ducale e dell’accensione del falò di buon augurio a Piazza De Ferrari”.

“Ben vegnûo messê l’Abbòu”(Ben ritrovato Messer Doge)“Benvegnuo messê l’Abbou” (Benvenuto Messer Abate), sono le parole pronunciate dall’Abate del popolo e dal Doge scambiandosi un profumato tronco d’alloro. Alle ore 17.15  nel Salone del Maggior Consiglio l’Abate del Popolo, come da tradizione, elencherà al Doge tutti i problemi insoluti della città, con molte raccomandazioni e l’augurio che ne venga tenuto conto. A cornice della cerimonia, nel Salone del Maggior Consiglio, si svolgeranno alcune esecuzioni musicali: un omaggio musicale a Eugenio Montale, con l’esibizione delle Quattro Chitarre di Genova che presenteranno un programma dal titolo “Canto d’amore corrisposto” dove la musica di Fabrizio De André incontra la poesia di Eugenio Montale a seguire, armonie natalizie con il circolo mandolinistico “Il Risveglio” diretto dal Eliano Calamaro accompagnato dal Coro Vetera Nova diretto da Silvio Maggiolo e danze popolari a cura del Gruppo Folcloristico Città di Genova. Il Confeugo di quest’anno è dedicato allo scultore Giulio Monteverde nel centenario della sua morte.

Nata circa nel 1300, la cerimonia veniva celebrata a Genova, dove sanciva l’alleanza tra i poteri nella città: il Doge, appunto, e gli Abati delle podesterie del Polcevera, di Voltri e del Bisagno che, con il tempo, avevano acquisito autonomia tale da preoccupare l’autorità civile e religiosa. Con la cermonia del Confuoco, le delegazioni sotto il potere genovese davano dunque segno di obbedienza al Doge e fugavano ogni dubbio. Nel ponente ligure viene officiata ad Lusignano d’Albenga, Pietra Ligure, Noli, Savona, Varazze e Arenzano; nel levante a Uscio, Recco, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Chiavari, Lavagna e Riva Trigoso.

Abolita nel 1499 durante il dominio francese, venne ripristinata nel 1530 e successivamente di nuovo sospesa nel 1637 finché venne ripresa definitivamente nel 1923 a cura dell’associazione A Compagna per tutelare le tradizioni genovesi e si celebra il sabato che anticipa il Natale. Dal 1951 la Cerimonia è continuata di anno in anno sempre con l’offerta di una pianta di alloro, adorna dei colori rosso e bianco, completata con il falò rituale di un fascio di alloro ed uno scambio di auguri contornato da commenti sugli avvenimenti dell’anno trascorso e impegni e richieste per l’anno a venire.
(Lara Calogiuri)

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