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Genova. Rapinavano supermercati per pagare i riti esoterici del santone

Genova. La polizia ha arrestato un 33enne romano e un 31enne di Bergamo ritenuti responsabili di tre rapine commesse in supermercati di Marassi e Quezzi.

I due agivano per avere i soldi per pagarsi i riti esoterici di un santone e dosi di sostanze stupefacenti. Gli accertamenti dei poliziotti hanno permesso di scoprire che i due rapinatori, tossicodipendenti e senza fissa dimora, agivano perché avevano bisogno di ingenti quantità di denaro per l’acquisto di droga, ma anche e soprattutto per pagare i rituali esoterici di un santone. I due infatti si rivolgevano a un santone che interpretando i loro sogni faceva capire se la giornata era propizia per guadagnare dei soldi oppure no. Il mago non era a conoscenza delle intenzioni dei due.

La coppia, Ennio Pischedda, 31 anni, originario di Bergamo, il più superstizioso, e Giuseppe Puricato, 35 anni, nato a Roma, a furia di chiedere consulenze al telefono al veggente aveva accumulato debiti per mille euro.

Dopo i primi due colpi (uno riuscito il 14 marzo, l’altro fallito il 22 marzo) mercoledì scorso Pischedda, in seguito alla profezia favorevole ha effettuato da solo (il complice aveva un problema a un piede) un terzo colpo sempre nel market Doro di via Pinetti già svaligiato insieme a Puricato il 14 marzo. Il trentenne si era convinto che sarebbe andato tutto bene perché il santone aveva interpretato favorevolmente un sogno in cui gli andavano in fiamme i capelli. “Se c’è il fuoco significa che avrai soldi”.

Ma davanti al negozio Pischedda ha trovato i poliziotti della sezione criminalità diffusa della squadra mobile che lo tenevano d’occhio da giorni.  Subito dopo gli agenti sono riusciti a rintracciare l’abitazione della coppia, a Quezzi, e fermare grazie a un mandato di cattura anche Puricato. Quest’ultimo si sentiva talmente calato nella parte del bandito da farsi chiamare “Libano” come il protagonista della serie televisiva Romanzo Criminale, da qui gli investigatori della squadra mobile hanno deciso di chiamare l’operazione “Libano”.

A condurre gli agenti sui due arrestati è stata la moto usata per le prime due rapine di proprietà di Puricato e usata apponendo un’altra targa sull’originale. Gli agenti l’hanno rintracciata in una stradina vicina alla casa dove i rapinatori vivevano. Poi le intercettazioni e gli accertamenti tecnici hanno permesso di raccogliere le prove a carico della coppia fino alla richiesta dell’arresto ottenuta dal gip.

L’indagine era scattata da due assalti compiuti nel marzo scorso dalla coppia: i due entravano in azione armati di pistola e con il volto coperto da caschi da motociclista. Il primo al Doro di via Pinetti, il secondo al Carrefour di via Fereggiano, sventato dalla cassiera che, pur sotto la minaccia dell’arma, si rifiutò di aprire la cassa costringendo i rapinatori alla fuga.
(Lara Calogiuri)

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