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Genova, Polveri: la centralina della Provincia a Quarto nella rete nazionale per le pm 2,5

Genova. Polveri ultrasottili nella rete del Ministero dell’Ambiente, con 24 postazioni in tutta Italia, compresa una della Provincia di Genova (quella di Quarto) per valutare l’indicatore di esposizione media (IEM) delle PM 2,5 ossia le particelle inferiori a un quarto di centesimo di millimetro, insidiosissime anche per la salute perché talmente piccole da poter penetrare in tutta la profondità dei polmoni.

La rete è stata istituita con decreto ministeriale del 13 marzo scorso e l’indicatore di esposizione media per le PM 2,5  “è stato definito – spiega Teresa Zannetti, responsabile del centro operativo aria della Provincia di Genova – per meglio stimare lo stato attuale dell’esposizione media della popolazione di ogni Paese europeo e costituisce anche la base per monitorare la progressiva riduzione dei livelli di questo inquinante in un quadro normativo unitario per valutare e gestire la qualità dell’aria con criteri e metodi comuni su tutto il territorio nazionale. La rete di 24 postazioni in cui il Ministero ha incluso anche la nostra centralina di Quarto, come postazione di fondo urbano, ha infatti l’obiettivo di ottenere informazioni mirate e specifiche sulle PM 2,5 sulla base delle quali elaborare misure di contrasto per queste particelle e i loro effetti nocivi sulla salute e sull’ambiente, monitorando anche le tendenze a lungo termine e i miglioramenti legati alle nuove misure adottate”.

Per le polveri PM 2,5 l’obbligo di monitoraggio è stato istituito per la prima volta dal decreto legislativo 155 del 2010 che recepisce una direttiva europea del 2008 e fissa il valore medio annuo delle particelle a 25 microgrammi per metro cubo nel 2015. Questo valore, dopo le verifiche che la Commissione Europea svolgerà quest’anno – rivedendo o mantenendo i limiti previsti in base alle nuove conoscenze scientifiche e alle diverse esperienze degli Stati membri – entro il 1^ gennaio 2020 dovrebbe ridursi a 20 microgrammi per metro cubo.

La situazione delle polveri sottili non è omogenea in Italia perché ci sono aree, come la pianura padana, a forte criticità e altre dove la situazione per questi inquinanti è decisamente migliore. E’ il caso, per esempio di Genova, dove la Provincia  “già da alcuni anni – dice Teresa Zannetti – svolge campagne di monitoraggio anche per le PM 2,5 e dal 2010 a oggi il limite annuo previsto per il 2015, ossia 25 microgrammi per metro cubo, è sempre stato rispettato”.

Le medie annue più alte di Pm 2,5 a Genova (“tipico inquinante da traffico – spiega Zannetti – come dimostra anche la composizione prevalente in residui carboniosi della combustione, idrocarburi policlici aromatici, sostanze organiche e metalli”), comunque sempre inferiori al limite dei

25 ug/m3, sono state registrate in via Buozzi (24,5 ug/m3 nel 2012) seguita da corso Europa (19,3 ug/m3) e  Quarto con 11,1 ug/m3. Nel 2011 era stata ancora via Buozzi a far registrare la media annua più elevata con 22,3 microgrammi per metro cubo, seguita dalla cabina all’altezza della caserma dei Vigili del Fuoco a San Benigno con 16,5 ug/m3 annui, poi corso Firenze con 14,1 ug/m3, Bolzaneto con 13,5 e Multedo con 12,4.
(C.S.)



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