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Genova. Persi 6 mila posti di lavoro. Toti: “È colpa del calo demografico”

Genova. Oggi l’Istat ha reso noti i dati relativi all’andamento del mercato del lavoro nel 2017. E per la Liguria non si tratta di un dato positivo: nella nostra regione in un anno sono andati in fumo 6.469 posti di lavoro con gli occupati che passano da 609.550 nel 2016 agli attuali 603.081 (- 1.1 per cento rispetto al 2016).

E’ Marco De Silva responsabile dell’Ufficio economico Cgil Liguria ad elaborare i dati Istat ed a sottolineare che “Il tracollo dell’occupazione indipendente nel suo complesso cioè di imprese, commercianti, artigiani, partite IVA ed occupazioni occasionali fanno presumere che una quota significativa di lavoro nel corso del 2017 si sia trasferito solo in parte nell’occupazione dipendente mentre la restante quota, sia sfuggita alle rilevazioni campionarie. Preoccupa la dinamica congiunta di calo di occupazione e disoccupazione con nuovo aumento di inattivi e NEET che indicano un mercato del lavoro poco attrattivo ed inclusivo, soprattutto per i giovani.

”Per Federico Vesigna Segretario Generale Cgil Liguria a fare le spese sono soprattutto i giovani “Se cala l’occupazione ma cala anche la disoccupazione non è mai un buon segno sopratutto se a diminuire è anche il numero degli abitanti. Se a questo si aggiunge l’aumento del numero dei NEET, si può ipotizzare che i nostri giovani o vanno via dalla Liguria per lavorare oppure si rassegnano e il lavoro non lo cercano nemmeno più – e conclude – fortunatamente l’industria manifatturiera tiene segno che non si può vivere solo di turismo. La grande sfida è legata agli investimenti sulle aree di crisi industriale complessa di Savona e per le aree di crisi non complessa nelle altre province: bisogna sfruttare questa occasione per rilanciare una industria di qualità che investe in innovazione”.

Qualche preoccupazione in più, però, arriva dalla provincia di Imperia, dove la situazione è più complessa. “L’industria è in ripresa, gli occupati nella città di Genova Savona e La Spezia sono sostanzialmente quelli del 2008, e quindi siamo tornati un livello pre crisi. Soffre, è vero, la provincia di Imperia perché è una città che ha perso il suo modello di sviluppo e su cui stiamo investendo, a partire dell’ agroalimentare, per cercare di rilanciarla”, spiega Toti.
(Lara Calogiuri)

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