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Genova. Per la Corte Ue dei diritti umani è ammissibile il ricorso per i poliziotti della Diaz

Genova. La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dai funzionari di polizia condannati in via definitiva per i fatti della Diaz relativi al G8 del 2001. I poliziotti, che erano stati assolti in primo grado, sono poi stati condannati in appello e in Cassazione per falso e calunnia. Nel ricorso lamentano presunte violazioni del diritto di difesa. La Cedu dovrà ora valutare nel merito il ricorso e, in caso di accoglimento, si aprirebbe la strada alla revisione del processo.

Secondo i funzionari di polizia è stato violato l’articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo,  il quale stabilisce fra le altre cose il “diritto dell’imputato di interrogare o far interrogare i testimoni a carico” e il diritto a un “equo processo”. In particolare, secondo i funzionari la prima sentenza, che aveva assolto i poliziotti più alti in grado, sarebbe stata ribaltata in appello senza sentire nuovamente i testimoni. Un’obiezione già presentata davanti alla Corte di Cassazione, che nelle motivazioni della sentenza di conferma della condanna aveva già respinto la tesi degli avvocati dei funzionari.

Spiegando come i giudici d’appello non erano tenuti a risentire i testimoni, perché avevano semplicemente tratto da alcune loro testimonianze conseguenze diverse rispetto alla responsabilità degli imputati. Nel luglio del 2012, 25 poliziotti vennero condannati dalla Cassazione per l’irruzione alla scuola di Genova la notte dei 21 luglio 2001 dopo i disordini durante il G8. Tutti condannati per falso aggravato, l’unico reato scampato alla prescrizione dopo 11 anni, in relazione ai verbali di perquisizione e arresto ai carico dei manifestanti, rivelatisi pieni di accuse infondate. Il blitz alla scuola Diaz-Pertini, dove alloggiavano manifestanti antiliberisti giunti nel capoluogo ligure per le manifestazioni contro il G8 del 2001, avviene nella notte tra il 21 e il 22 luglio, il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani.

All’operazione presero parte centinaia di poliziotti, e nessuno è mai stato in grado di fornirne il numero esatto, dato che – come è emerso ai processi – molti agenti e funzionari si aggregarono spontaneamente al contingente. La scuola era ritenuta il ‘covò dei black bloc, protagonisti di due giorni di violenti scontri con le forze dell’ordine. Idea rivelatasi poi falsa e infondata.

L’avvocato di Nando Dominici, Maurizio Mascia, invece, spiega che “si aprirebbe la possibilità di un ricorso per revisione da parte degli imputati condannati, per far ripartire il processo dalla stessa fase in cui si è verificata la violazione”. Ovvero, di nuovo un processo di appello a Genova, sulla Diaz, a 17 anni da quei fatti.
(Lara Calogiuri)

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