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Genova, Operazioni “Anticontraffazione”: sequestrati 316mila prodotti, denunciati 56 responsabili

Genova. Nella mattinata di oggi, ad iniziare dalle ore 6.30, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla locale Procura della Repubblica, i “Baschi Verdi” della Guardia di Finanza, assieme a personale della Polizia di Stato (Commissariato di Pré) e dell’Arma dei Carabinieri, hanno effettuato quattro perquisizioni domiciliari in altrettanti appartamenti del civico “55” di Via di Pré. L’esito delle attività di oggi ha portato al rinvenimento e sequestro di 120 articoli con marchio contraffatto (borse e capi di abbigliamento), nonché di 6.000 etichette falsificate, una macchina da cucire, una punzonatrice ed un computer, utilizzati per la produzione dei capi fasulli; all’interno dei locali sono stati trovati, inoltre, 12 senegalesi, clandestinamente presenti in Italia.

Le odierne operazioni di polizia hanno riguardato, inoltre, la “verifica” della situazione degli immobili ubicati presso i civici 55/4, 55/4A e 62/7 di Via di Pré, sottoposti a sequestro dai finanzieri, in collaborazione con le altre Forze di Polizia, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, nei giorni 27 e 28 dicembre 2012; in particolare, è stato effettuato, assieme all’Amministratore Giudiziario nominato dal Tribunale, un sopralluogo diretto a riscontrare che all’interno dei locali non continuasse l’esercizio di attività illegali ovvero che non fossero occupati abusivamente o da persone in stato di clandestinità in territorio nazionale. Le attività sono proseguite con la sostituzione delle serrature e l’apposizione dei sigilli alle porte d’ingresso.

Il sequestro delle unità immobiliari in questione rappresenta l’ultima fase di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, condotta dal I Gruppo della Guardia di Finanza di Genova, denominata operazione “55”, che, nel mese di dicembre dell’anno passato, aveva portato al fermo di 9 cittadini senegalesi, artefici di un intenso e vasto traffico di merce contraffatta, riguardante articoli di pelletteria e di abbigliamento, radicato nel centro storico cittadino, che alimentava la vendita minuta sul territorio, in forma ambulante, nella stessa area cittadina.

L’indagine ha rappresentato una svolta, nel contesto locale, nel modo di contrastare il traffico di merce contraffatta, “risalendo” la filiera del falso, per individuare i livelli “superiori” a quello della vendita abusiva “visibile” in ambito cittadino.

L’attività investigativa, partendo dai singoli sequestri effettuati nei confronti dei venditori abusivi, si è sviluppata, con il coordinamento costante della Procura della Repubblica di Genova, abbinando tutti gli indizi disponibili e le risultanze delle varie attività effettuate dalla Guardia di Finanza e dalle altre Forze di Polizia, delineando un quadro di riferimento sul quale sono stati “innestati” approfondimenti condotti con le tecniche tradizionali di polizia, nonché con strumenti tecnici (GPS, riprese video ed intercettazioni telefoniche).

La svolta ulteriore delle indagini ha riguardato, dopo l’individuazione ed il fermo del gruppo principale degli artefici dei traffici illeciti, gli immobili che ne costituivano la “base logistica”, utilizzati come abitazioni, luoghi di deposito e laboratori clandestini.

L’A.G. inquirente, in particolare, nei provvedimenti di sequestro, sulla base del quadro investigativo e probatorio, ha messo in evidenza che gli immobili sequestrati: costituivano il centro delle attività illecite svolte dagli indagati; erano utilizzati sia come laboratori per il confezionamento dei prodotti contraffatti, sia come luoghi di esposizione e vendita della merce, come rilevato nel corso delle perquisizioni eseguite all’interno, dove erano stati rinvenuti e sequestrati, oltre alla merce falsificata, macchine punzonatrici, saldatrici a caldo, macchine da cucire, ferri da stiro e scaffalature; erano interessati da un continuo andirivieni di cittadini extracomunitari, che vi si recavano per approvvigionarsi della merce contraffatta da vendere abusivamente nella zona del centro storico di Genova.

Gli immobili sequestrati sono risultati di proprietà di tre cittadini italiani, che li davano in locazione a cittadini extracomunitari. I tre proprietari, secondo la magistratura inquirente, erano pienamente consapevoli dei traffici illeciti che si svolgevano negli immobili concessi in affitto, anche per aver ricevuto, in più occasioni, la notifica degli atti di sequestro della merce falsificata trovata nelle strutture locate.

Nel corso dell’intera operazione, fino al fermo dei principali indagati, erano stati sequestrati, dalla Guardia di Finanza, 316mila prodotti contraffatti, dei quali 171.200 rinvenuti nell’ambito del centro storico, nel corso dei pattugliamenti del territorio e nelle attività direttamente connesse, mentre la parte rimanente è stata trovata in depositi ubicati al di fuori della Liguria (Toscana, Piemonte, Lombardia, Marche), che servivano come “centri” per alimentare il mercato clandestino nella città di Genova, essendo riconducibili al gruppo di senegalesi indagato.

Ai dati riportati, occorre aggiungere i sequestri effettuati, nel centro storico, nell’ultima settimana dello scorso anno e nella prima dell’anno corrente, all’esito di 7 perquisizioni; si tratta, in tutto, di altri 2.220 prodotti, annoverando quelli contraffatti e quelli sprovvisti dei requisiti previsti dal “Codice del Consumo”, trovati, anche questi, nell’area di Via di Pré, costituiti da capi di abbigliamento e relativi accessori, più due macchine da cucire e 2 chiavette USB contenenti il software per la riproduzione dei marchi fasulli; in tale contesto, sono state denunciate nr. 16 persone di origine extracomunitaria e, altresì, 9 cittadini senegalesi, presenti clandestinamente sul territorio nazionale.

Nel corso dell’intera operazione “55” sono stati sequestrati, in definitiva, 318.220 prodotti contraffatti, con la denuncia, all’Autorità Giudiziaria, di 56 responsabili (tra i quali: 50 senegalesi, dei quali 35 clandestinamente presenti in Italia e 6 italiani), di cui 9 in stato di fermo, più le 3 unità immobiliari in precedenza indicate; oltre alla merce sono stati sequestrati, altresì, 40 “cliché” per riprodurre abusivamente i marchi d’impresa, nonché 27 macchinari impiegati per la produzione dei beni contraffatti.

Nella provincia di Genova, per dare un riferimento più generale sul fenomeno illecito della contraffazione, si può considerare che la Guardia di Finanza, comprendendo anche le attività di controllo effettuate in ambito portuale, ha sequestrato, nel corso del 2012, un totale di 1.044.251 prodotti contraffatti, deferendo all’A.G. 149 persone.
(C.S.)

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