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Genova. Omicidio di via Fillak, il marito confessa. La madre: “Aveva già provato a ucciderla”

Genova. Ha confessato Javier Napoleon Pareja Gomboa, l’uomo fermato nella notte a Voltri per l’omicidio della moglie, Angela ‘Jenny’ Reyes Coello, trovata morta domenica mattina in casa sua, assassinata con una coltellata al cuore. L’uomo è stato ascoltato in Procura dal pm Gabriella Marino, dove ha ripetuto la versione fornita a polizia e carabinieri: “L’ho ammazzata perché mi tradiva”.

“Ho perso la testa. Abbiamo discusso e io non ho capito più nulla. Ho preso un coltello dalla cucina e l’ho colpita. Poi sono scappato – ha raccontato – ho buttato il coltello da un ponte, ma non ricordo dove. E ho vagato per due giorni, non mi ricordo nulla di dove sono andato, come ci sono arrivato. “Sabato sera abbiamo cenato, poi abbiamo visto un film. E abbiamo discusso della sua relazione extraconiugale. Non era la prima volta che aveva una relazione con altri. La discussione è degenerata e l’ho uccisa. Ma io l’amavo, l’ho sempre amata nonostante tutto.

C’è dunque il movente della la gelosia dietro un delitto che sembrava annunciato. Angela lo aveva già denunciato per maltrattamenti nel 2004. La madre, che si chiamava Jenny come lei, ha riferito di aver subito anni fa un’aggressione con un coltello da parte dell’uomo, e che in altre occasioni la figlia era stata ferita al collo e alle braccia. “La picchiava continuamente. Avevo anche fatto la denuncia alle forze dell’ordine. Mio genero in passato aveva picchiato anche me mentre a mia figlia aveva lasciato un segno sul collo. Aveva già cercato di ammazzarla. Lui voleva tornare e chiedeva perdono, lei l’ha perdonato e si sono incontrati sabato a Milano. Questa volta ha approffittato del fatto che io non ci fossi e l’ha ammazzata. Ringrazio tutti perché giustizia è stata fatta. Non avevamo dubbi che fosse lui l’autore”.

Javier Pareja Gomboa, operaio edile di 52 anni, rimane per ora in carcere, in attesa delle decisioni della magistratura. Il pm darà a breve l’incarico a un perito per l’autopsia sul corpo della donna. L’uomo è stato scovato dalla polizia in un luogo poco distante dalla casa dove abita il figlio 21enne della coppia. Aveva i vestiti ancora sporchi di sangue. Si era reso irreperibile da subito dopo l’avvenuto ritrovamento del corpo senza vita della compagna.

Anche il fratello Alfredo spiega la tragedia e racconta la paura e la voglia di giustizia vissuta nelle ultime ore: “Temevamo che potesse tornare e farci del male, non avevamo dubbi che fosse stato lui a ucciderla. Ora mia sorella può riposare in pace”.

Subito dopo il fermo dell’uomo a parlare è l’avvocato Giuseppe Maria Gallo, legale della famiglia della donna uccisa: “Intanto ringraziamo i carabinieri per il lavoro fatto. Una vicenda che ormai sembrava definita nella sua dinamica. Ora resta la tragedia”.(Lara Calogiuri)

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