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Genova. Nuovo Galliera: meno posti letto “ma più efficienti”

Genova. Lunedì è stato consegnato in Comune il progetto preliminare del nuovo Galliera, con conferenza dei servizi prevista in gennaio per poi andare in gara e cominciare i lavori in dicembre 2016 e finirli nel 2019.

Previsto un investimento da 136,9 milioni di euro su di un’area di intervento di 26 mila metri quadrati, in 7 piani, di questi 3 esterni, 3 seminterrati e uno interrato (parcheggio per 200 auto).

Il nuovo Galliera avrà 14 camere operatorie rispetto alle 8 attuali, 3 sale di endoscopia come oggi, 80 ambulatori rispetto ai 90 attuali, 4 palestre di riabilitazione, due in più di oggi, 5 tac rispetto a 3, una nuova piastra di laboratori polispecialistica rispetto ai 5 laboratori odierni.

Un progetto presentato dallo studio OBR (Paolo Brescia e Tommaso Principi) insieme a Pinearq (Albert De Pineda) e Steam per un ospedale a “misura di paziente” con un innovativo concetto di cultura assistenziale per conciliare intensità di cura in un ospedale snello, un nuovo green hospital a basso impatto ambientale: «La nostra idea è quella di un ospedale umanizzato, lontano dal concetto di semplice macchina sanitaria – spiega l’architetto di OBR Paolo Brescia – abbiamo pensato ad un ospedale che fosse grande dentro per il paziente e piccolo fuori per integrarsi con la città. Quindi, per celebrare la vita dentro l’ospedale, ci sembrava appropriato lavorare con la luce naturale e con le visuali verso il mare e il paesaggio, in modo da massimizzare la percezione dei cambiamenti dei fenomeni naturali: il trascorrere del tempo, la transizione dal giorno alla notte. Per ricreare la corretta scala urbana, abbiamo scomposto i nuovi volumi recuperando le dimensioni dell’isolato ottocentesco del contesto».

Saranno 404 i posti letto del nuovo Ospedale Galliera, il 6% in meno rispetto ai 431 attuali. I numeri sono stati presentati ufficialmente a Genova, in un incontro al Palazzo della Borsa.

“Ma razionalizzazioni e efficientamenti previsti nella nuova struttura – assicura il vicepresidente della struttura, Giuseppe Zampini – ridurranno i tempi di degenza aumentando il numero di pazienti curati”.

I lavori dovrebbero essere ultimati nel 2024. Gli ingressi saranno due: uno, il pronto soccorso sarà ubicato in corso Saffi, mentre il secondo in via volta, come il vecchio assetto. Tutti i padiglioni monumentali saranno destinati a funzioni di supporto al nuovo ospedale con uffici, aule, biblioteche spazi per la ricerca.

Però, nonostante il taglio dei cento posti letto e il sostanziale mantenimento del numero del personale, oggi le condizioni lavorative e salariali dei dipendenti sono peggiorate, lo dimostrano le domande di mobilità e i nulla osta richiesti periodicamente per i trasferimenti presso le altre Aziende, lo dimostrano i conflitti oramai quotidiani che obbligano i dipendenti ad agire legalmente per far rispettare i propri diritti contrattuali: il diritto alla retribuzione dello straordinario, il diritto al rispetto dell’orario di lavoro e delle pause per il recupero psicofisico, il diritto alla mensa o eventualmente ai buoni pasto, il diritto al rispetto delle mansioni descritte letteralmente nel profilo professionale per il quale il dipendente è retribuito.

(Lara Calogiuri)

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