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Genova. Movida, ecco la nuova ordinanza: orari più soft ma arriva la ‘black list’

Genova. Tra qualche giorno, probabilmente venerdì, il Comune di Genova presenterà le nuove regole che manderanno in pensione il famigerato provvedimento della giunta Doria.

In sintesi: premi per chi rispetta le regole, penalità per i trasgressori. E quindi: più tolleranza sugli orari, ma non per tutti. Ad aver vita dura, invece, saranno i furbetti della bottiglia portata da casa.

Il testo, ancora top secret, è il frutto di un’intera estate di confronti tra gli assessorati al commercio e alla sicurezza, Ascom, Confesercenti, le associazioni del centro storico e i comitati dei residenti. Tursi ha dovuto da una parte concedere qualcosa ai negozianti, che a causa della ‘repressione’ voluta da Doria e Fiorini hanno lamentato gravi cali degli incassi, e dall’altra ‘salvare’ qualcosa della linea dura che giocava a favore dei cittadini infastiditi da schiamazzi e sporcizia.

Ecco, allora, i punti centrali della riforma secondo le indiscrezioni trapelate da via Garibaldi. Gli orari di chiusura verranno ritoccati: si potrà somministrare cibo e bevande fino alle 3, almeno nei weekend (con la precedente ordinanza alle 2 il locale doveva essere già chiuso). Ma da questo ‘bonus’ verranno esclusi gli esercizi che hanno subito una sanzione negli ultimi sei mesi. Una novità sarà appunto la ‘black list’ in cui verranno inseriti i ‘cattivi’: da qui in avanti, chi sgarra dovrà abbassare anzitempo la saracinesca, e in caso di recidiva avrà conseguenze ben più gravi. Fino alla chiusura definitiva dell’attività.

E poi sembra vicina a realizzarsi l’idea dell’assessore Garassino, che tempo fa aveva proposto di tappezzare i varchi al centro storico con ‘checkpoint’ presidiati dalla Polizia in modo da impedire l’accesso ai vicoli con alcolici in vetro portati da casa. Una misura che servirebbe a dissuadere chi frequenta la zona anche oltre l’orario di chiusura dei negozi, garantendosi comunque lo sballo notturno. Un fenomeno ben evidente anche nell’era dell’ordinanza Doria, quando alle tre del mattino era normale vedere bande di giovani ubriachi ingaggiare duelli sotto le finestre a suon di gavettoni.

Dunque la rivoluzione è pronta. Ora servirà qualche mese di sperimentazione – e l’autunno rappresenta di solito il periodo di picco per la movida genovese – e perciò verrà costituito un osservatorio per il monitoraggio dei risultati. E poi c’è il capitolo sicurezza. Basta svoltare un angolo da piazza delle Erbe e lo scenario cambia: spaccio, episodi di violenza, risse tra bande rivali. Lo sballo non è fatto solo di bottiglie, ma anche di fumo, polverine e pastiglie. E su questo non c’è ordinanza che tenga.
(Lara Calogiuri)

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