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Genova. Morbillo: meno vaccinazioni e aumentano i casi

Genova. Scatta l’allarme morbillo anche in Liguria. In Italia  dall’1 gennaio al 31 dicembre dello scorso anno, si sono contati 4.991 casi (con quattro decessi). Ma soprattutto: se dal 2013 ne sono stati segnalati 10.065, la successione anno per anno segna 2.258 nel 2013, 1.696 nel 2014, 258 nel 2015, 862 nel 2016 e 4.991 l’anno scorso.

Insomma, il trend è tornato a salire. L’anno scorso, l’età media dei 4.991 casi è stata di 27 anni, il 17,4% stava sotto i cinque anni (incidenza 34,8 ogni 100.000 abitanti) e di questi 282 erano bambini con meno di 12 mesi di vita (incidenza 60,3). Il 49,2% di tutti i casi si è verificato in uomini, l’87,5% degli ‘episodi’ in soggetti non-vaccinato e il 7,2% aveva effettuato una sola dose di vaccino. Infine, il report evidenzia che per il 44,8% dei malati casi è stato necessario il ricovero e un ulteriore 22% si è rivolto ad un Pronto soccorso.

Dei quattro decessi, tre hanno riguardato bambini sotto i 10 anni (rispettivamente uno, sei e nove anni) e una persona di 41 anni, tutti non vaccinati. “In tutti i casi erano presenti altre patologie di base e la causa del decesso è stata insufficienza respiratoria“, segnala l’Istituto diffondendo il report.”Il morbillo non è una malattia del tutto innocua, sicuramente è meglio prevenirla e l’aumento di casi in questi mesi è dovuto certamente a una riduzione del numero delle vaccinazioni” così Claudio Viscoli, direttore clinica Malattie Infettive ospedale San Martino di Genova.  “In Liguria a gennaio – prosegue Viscoli – si è registrato un aumento di casi soprattutto nella zona di Imperia e Sanremo. Addirittura 30 eventi più un decesso. Sarebbe potuto succedere in qualsiasi altra zona. Si è veificato un insieme di circostanza e si è arrivati a un contagio di tipo intraospedaliero” conclude Viscoli.

La clinica di Igiene dell’ospedale San Martino, diretta dal professor Giancarlo Icardi, ha individuato un piccolo focolaio nel chiavarese. Circa quattro casi emersi attraverso la sorveglianza epidemiologica che secondo Icardi sono “un’avvisaglia di quello che accadrà in questa stagione primaverile, il periodo classico per l’esplosione della malattia”.

Nelle ultime settimane un aumento sensibile dei casi si è registrato in Piemonte, Lombardia e Toscana. Regioni vicine alla Liguria, che potrebbero fare da ponte per ulteriori contagi. I dati diffusi dal Miur sono preoccupanti: nei primi mesi del 2017 sono finiti in ospedale oltre 700 pazienti contro gli 844 di tutto il 2016. Un aumento stimato del 230% correlato, secondo gli esperti, all’andamento delle vaccinazioni.
(Lara Calogiuri)

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