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Genova. Modì a Palazzo Ducale dal 16 marzo al 16 luglio. In mostra 30 lavori del pittore

Genova. Genova non intende più essere un’idea come un’altra, ma punta ad essere città d’arte e di cultura. L’ambizione parte nel 2004, quando il capoluogo ligure è stato nominato Capitale europea della cultura. E Palazzo Ducale ambisce a divenire centro della cultura artistica e ambientale.

«In 25 anni – spiega l’assessore al Turismo e alla Cultura Carla Sibilla – Genova ha preso una vocazione nuova rispetto a quella di città industriale». Nel 2015 la mostra Dagli impressionisti a Picasso ha aperto una città come Genova ai grandi musei internazionali per oltre sei mesi e ha contato 230mila visitatori, la metà proveniente da fuori regione.

La mostra, allestita nell’appartamento del Doge di Palazzo Ducale, si propone di illustrare il percorso creativo di Amedeo Modigliani affrontando le principali componenti della sua carriera breve e feconda. Attraverso una trentina di dipinti provenienti da importanti musei come il Musée de l’Orangerie e il Musée National Picasso di Parigi, il Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa, il Fitzwilliam Museum di Cambridge, la Pinacoteca di Brera e da prestigiose collezioni europee e americane, oltre ad altrettanti disegni, si intende mettere in risalto il grande valore della sua ricerca in quel clima assolutamente unico creatosi nella Parigi d’inizio Novecento.

Modigliani testimonia infatti l’effervescenza dell’ambiente artistico e culturale di quegli anni, dove convivono e si incontrano grandi mecenati e mercanti, nell’arte del Novecento Modigliani occupa infatti un posto a sé, con il suo stile inconfondibile ed esclusivo, espresso nei ritratti e nei nudi che fecero scalpore nel 1917 per la loro sensualità e la prorompente bellezza.

La sua pittura è di una qualità estrema, introversa, introspettiva, concentrata soprattutto sul ritratto, i suoi modelli preferiti non a caso sono i colleghi pittori, i letterati e gli intellettuali, gli amici più intimi, le persone che condividono il suo mondo. Egli introduce per primo uno stretto rapporto psicologico con il soggetto che ritrae, per poi avviarsi progressivamente verso una purezza e una eleganza assolute: i volti tendono a una essenzialità formale fino ad allora mai vista.

Dedica molti dipinti a occasionali modelle ma anche ad amici e compagni d’avventura, protagonisti tra Montmartre e  Montparnasse. Esemplari sono i ritratti di Moise Kisling (in mostra sia quello del 1915, sia un disegno su carta del 1916), del gallerista Georges Chéron, del pittore Chaim Soutine (in mostra l’olio del 1916). Posano per lui presenze importanti nella sua vita sentimentale e di intellettuale come la giornalista inglese Beatrice Hastings (in mostra un ritratto ad olio del 1915), Lunia Czechowska, Hanka Zborowska (in mostra con uno splendido disegno a matita del 1916), moglie del suo mercante, e la giovane compagna Jeanne Hébuterne, dalla quale avrà una figlia  che si suiciderà, incinta, il giorno dopo la morte del suo adorato Modì. A partire dal 1916 Modigliani realizza una straordinaria serie di nudi, come il sensualissimo Nudo disteso del 1918, su tutti spiccano Le Cariatidi, figure di donne accovacciate con le braccia levate, dalle forme opulente e tondeggianti, ricche di rimandi all’arte primitiva, greca, etrusca, frutto di una profonda ricerca sulla bellezza ideale, in cui il sensuale si mischia allo ieratico, l’audace alla grazia, la dolcezza al mistero.

“Per lavorare ho bisogno di un essere vivo, di vedermelo davanti. L’astrazione mi affatica, mi uccide ed è come un vicolo cieco”: così Amedeo Modigliani (1884-1920) parla della ricerca dell’anima dei suoi soggetti. Modi ha incarnato il mito bohémien dell’artista geniale e maledetto. Il suo agente polacco Zborowski, poeta e mercante, lo consigliava di ritrarre paesaggi, per seguire la moda e avere guadagni più facili. Ma la fortuna dell’artista livornese cominciò solo dopo la sua morte. Nella cerchia della Ville Lumière spiccava la sua aura di ebreo italiano colto, dal grande charme, facile agli scatti di collera, alle liti, alle ubriacature, ma anche alle gentilezze.

Un grande pittore diventato famoso forse soltanto il giorno dopo la sua morte e che oggi ha un riconoscimento mondiale.

L’apertura al pubblico sarà nei seguenti orari: lunedì-domenica 9.30-19.30; venerdì 9.30-22.00. Il biglietto avrà un costo di 13 € (ridotto 11 €).
(C.S.)




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