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Genova. Maria Stuarda: al Carlo Felice l’opera di Donizetti

Genova. Mercoledì 17 maggio alle ore 20.30, con repliche fino a mercoledì 24 maggio, andrà in scena Maria Stuarda, tragedia lirica in due atti di Giuseppe Bardari, musica di Gaetano Donizetti, mai rappresentata al Teatro Carlo Felice.
Sul podio, a dirigere per la prima volta a Genova l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, l’Ucraino Andriy Yurkevych direttore musicale della Polish National Opera di Varsavia.

L’opera, da sempre, mette in scena sentimenti vigorosi e passioni assolute. Maria Stuarda di Donizetti ne è un esempio estremo. Nel confronto tra le due regine del secondo atto, il momento di massima tensione della vicenda, Elisabetta I d’Inghilterra rimprovera alla cugina Maria Stuarda i suoi comportamenti privati e politici e questa le risponde con una violenza verbale che non ha paragoni nella librettistica dell’epoca: epiteti che Maria Malibran, prima interprete del personaggio di Maria Stuarda nel debutto dell’opera alla Scala (1835), insistette per cantare, scatenando la reazione delle autorità, che cancellarono il titolo dal cartellone dopo appena sei repliche: uno dei casi più celebri di censura nella storia dell’opera. La trasgressione linguistica alle buone norme del linguaggio librettistico era dovuta, probabilmente, all’inesperienza dell’autore del testo (tratto dalla tragedia omonima di Schiller), Giuseppe Bardari, appena diciassettenne. Un’incoscienza giovanile provvidenziale, perché, grazie a Bardari (che diventerà un magistrato e un patriota ammirato da Garibaldi), Maria Stuarda contiene la scena più forte tra due figure femminili in tutta la storia dell’opera: uno di quei momenti in cui Donizetti, capace di leggerezza come nell’Elisir d’amore e nel Don Pasquale, precorre il Verdi più drammatico come ad esempio l’opposizione tra i sentimenti privati e le cariche pubbliche, o la messa in gioco di valori collettivi di importanza storica nelle vicende dei singoli, qui lo scontro tra la protestante Elisabetta e la cattolica Maria Stuarda.

Il nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma, segue il “Roberto Devereux” della scorsa stagione, quale secondo capitolo del ciclo delle “tre regine” donizettiane. La regia è interamente curata da Alfonso Antoniozzi, le scene sono firmate da Monica Manganelli, i Costumi da Gianluca Falaschi e le Luci da Luciano Novelli, Maestro del Coro sarà Franco Sebastiani.

In occasione della rappresentazione della Maria Stuarda, dal 17 maggio, nel Foyer del Teatro Carlo Felice sarà esposto il progetto solidale Castelluccio di Norcia, un prezioso fiore nel cuore dell’Italia, organizzata da Aidda (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda). Mostra evento itinerante volta non solo a promuovere una raccolta fondi, ma anche a far conoscere le bellezze di un territorio deturpato dal terremoto del 2016, realizzato in collaborazione con la Maison Daphné di Sanremo.
(C.S.)

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