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Genova, Marassi: nuovi eventi critici – Sappe: niente di nuovo, tutto come da copione

Si è tanto detto sui diminuzione della popolazione, tanto da asserire che si è usciti dall’emergenza sovraffollamento carcerario.

Non è così per la Liguria e per Marassi in particolare. Ritorna sull’argomento il SAPPe della Liguria:  Dal confronto numerico sulla presenza dei detenuti emerge che nell’istituto genovese a Gennaio 2014 contava 773 detenuti mentre a Gennaio 2015 ne conta 705. Per il SAPPe ligure non si può parlare di “cessata emergenza”.

Ma il susseguirsi di eventi critici sono sinonimo di allerta e di pericolo, così come è indispensabile monitorare l’aspetto sanitario per le malattie da contagi;, un altro punto debole del sistema penitenziario. E’ questa l’affermazione del segretario regionale Michele LORENZO.

Nel giro di poche ore la Polizia Penitenziaria genovese ha dovuto sedare una maxi rissa avvenuta nel cortile passeggi dove erano presenti circa 200 detenuti e dopo poche ore un detenuto italiano con probabili problemi psichiatrici ha ingoiato alcune pile e calamite senza alcun apparente motivo, facendo nuovamente scattare l’allarme rosso per le procedure previste da protocollo.

Penso che sia giunto il momento di dire basta e di porre un freno a questa inverosimile escalation di episodi critici che stanno condizionando negativamente gli istituti penitenziari liguri e che ci fanno temere per l’incolumità del poliziotto. La Polizia Penitenziaria non è carne da macello e non accettiamo che diventi il capro espiatorio per l’inerzia della nostra Amministrazione.

In pochi giorni – continua il SAPPe – la Liguria penitenziaria ha stilato un vero e proprio bollettino di guerra affrontati con professionalità e coraggio dai nostri colleghi.

E’ una situazione diventata insostenibile – afferma LORENZO – Vogliamo parlare allora di strategie da mettere in pista per arginare tali fenomeni? come ad esempio maggiore utilizzo dello strumento disciplinare o l’assegnazione a strutture esterne e meglio attrezzate, dei detenuti che presentano problemi di natura psichiatrica o rivedere i criteri di assegnazione dei detenuti definiti nei vari istituti, non sottovalutando l’ipotesi di rimpatrio dei detenuti che reiterano i reati ed assumono comportamenti avversi alle regole penitenziarie.

Sempre restando nei binari del sistema garantista italiano, snellire tali procedure ed uscire dalla logica ingessante della burocrazia consentirebbe una gestione più sicura degli istituti.

Ma il SAPPe si pone un quesito che vuole rivolgere alle istituzioni ed ai politici: C’è la volontà di tutelare la Polizia Penitenziaria?

Oltre all’adozione dei citati provvedimenti utili per garantire l’incolumità personale dei poliziotti penitenziari, che nonostante tutto riescono a scongiurare più gravi conseguenze sotto il profilo della sicurezza degli istituti, bisogna dotare la Polizia penitenziaria di strumenti operativi come lo spray urticante da usare in casi estremi.

Genova  26 Gennaio 2015

Il segretario regionale Liguria
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria 

Michele LORENZO

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