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Genova. Lavoro: niente tasse per chi assume giovani

Genova. Chi perde il lavoro, potrà iscriversi gratuitamente all’Università di Genova.

«L’Università di Genova guarda con preoccupazione all’attuale situazione economica della città, ci uniamo ai sindacati e alle istituzioni territoriali nel chiedere un urgente intervento a tutela degli interessi dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie», spiega Comanducci rettore dell’ateneo Genovese.

«Stiamo elaborando e perfezionando con gli uffici il piano di iscriversi all’università gratuitamente da offrire alle persone che hanno perso il lavoro o che si trovano in condizioni di disoccupazione da molto tempo»: spiega il rettore la nuova manovra di welfare dell’Università di Genova.
Secondo Comanducci, questa possibilità potrà dare nuove occasioni di aggiornamento alle persone che potranno utilizzare il tempo in cui cercano una nuova occupazione, per perfezionare e qualificare il proprio curriculum e aumentare le chance, dunque, di avere altre possibilità di lavoro.

«Ho avviato le procedure per sottoporre la proposta agli organi di governo, al senato accademico e al consiglio di amministrazione, dopo che, con gli uffici, avremo formalizzato una proposta equilibrata e praticabile – dice Comanducci – mi rendo conto che sia una piccola azione, ma è ciò che di concreto possiamo fare, aprire cioè le porte anche a nuovi studenti che possono trovare proprio qui, nell’ateneo, una nuova occasione e, perchè questo sia possibile, azzeriamo i costi».

In base alle nuove norme, le matricole che appartengono a nuclei familiari con un Isee entro la soglia prevista dovranno versare solo la tassa per il diritto allo studio di 140 euro e il bollo di 16 euro. Rispetto al passato, per gli studenti nella stessa fascia Isee il risparmio annuo medio è tra i 300 e i 500 euro. La platea complessivamente interessata dal cambiamento dovrebbe essere di circa 600mila famiglie. In ogni caso per legge le università statali non possono istituire ulteriori tasse o contributi a carico degli studenti fino al rilascio del titolo finale di studio, fatti salvi i contributi per i servizi prestati su richiesta. Possono invece prevedere ulteriori eventuali agevolazioni economiche.Per gli studenti in regola sono previsti sconti più sostanziosi rispetto al passato anche per chi ha un Isee superiore a 13.000 euro ma inferiore ai 30. 000. In questo caso, infatti, l’importo massimo da pagare è pari al 7% della quota di Isee eccedente i 13.000 euro. Nel caso di iscritti fuori corso da più di un anno, invece, l’importo sale e può arrivare fino al 50% della differenza Isee, con un minimo dovuto per legge, però, di 200 euro.
Niente tasse per i dottorandi senza borsa. Novità infine per tutti gli iscritti i corsi di dottorato di ricerca che non sono beneficiari di borsa di studio. In questo caso, infatti, a prescindere dai redditi, sono esonerati dal pagamento delle tasse e dei contributi a favore dell’università.
(Lara Calogiuri)

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