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Genova. La Superba finisce sul The Guardian: cosa fare e visitare nel centro storico

Genova. Dopo l’ultimo articolo proveniente da oltreoceano in cui Forbes incorona due spiagge della Liguria tra le più belle del 2018, Mentelocale ci avrebbe scommesso: Genova e la Liguria avrebbero fatto in tempo a sedurre qualche altra rivista o qualche altro quotidiano straniero prima della fine dell’estate 2018. La scommessa è vinta, perchè Genova continua a fare strage di cuori in giro per il mondo. Ad essersi innamorato della Suberba e del suo centro storico questa volta è il quotidiano britannico The Guardian, che sul suo sito web presenta una bella guida per i turisti inglesi: 10 consigli su cosa fare e cosa visitare a Genova.

Per conoscere a fondo tutti i segreti e le bellezze della Città della Lanterna, The Guardian ha chiesto consiglio a Elena Bisio, amministratore delegato genovese e co-fondatore di FoodyExperience. Genova per gli inglesi è amore a prima vista. Sull’articolo tanti riconoscimenti per la Superba, dall’essere stata la città natale dei Blue Jeans all’aver dato i natali a Cristoforo Colombo, fino all’essere stata una delle maggiori potenze commerciali del mondo in epoca medioevale.

Oggi, secondo gli inglesi, Genova è una città a misura d’uomo, percorribile per chi ha gambe buone: ecco a quali meraviglie di Genova gli inglesi non sanno rinunciare. Prima tappa fissa per gli inglesi: il Porto Antico. Dopo aver ammirato la Biosfera di Renzo Piano e dopo una bella visita all’Acquario, The Guardian consiglia di passare da Palazzo San Giorgio, in Piazza Caricamento.

Ma è alla focaccia genovese che gli inglesi non sanno proprio resistere: il consiglio di The Guardian è quello di fare un pit stop e gustarsi una bella slerfa di focaccia da Focaccia e Dintorni a Via di Canneto Il Curto. Immancabile la visita alla cattedrale di San Lorenzo, a Porta Soprana e alla casa di Cristoforo Colombo.

Per respirare arte e cultura, The Guardian consiglia una passeggiata in via Garibaldi e una visita a Palazzo della Meridiana, con gli affreschi delle fatiche di Ercole sulle pareti esterne, insieme alla meridiana che le dà il nome.

Pausa caffè? The Guardian sceglie Mangini, un’istituzione del XIX secolo sulla piazza ovale di Corvetto. Secondo The Guardian è il luogo ideale per la colazione, quella fatta bene, con la focaccia inzuppata nel caffè. Con il suo pavimento a scacchiera, specchi, candelabri e legno intarsiato, è uno dei tanti bar in tutto il mondo visitato da Ernest Hemingway. Poteva The Guardian resistere al pesto? L’invito a tutti gli inglesi è soprattutto quello di impararne la ricetta tradizionale. Vietato il frullatore, perchè riscalda e ossida il basilico. Si pestano nel mortaio l’aglio, i pinoli, il sale grosso, il basilico e un equilibrio di pecorino e parmigiano. Sulla pasta da usare, anche The Guardian non ha dubbi: le troffie. Soprattutto d’estate, scatta la voglia di fuggire al mare. In una giornata rovente, la prima scelta è il quartiere dei pescatori di Boccadasse.

The Guardian svela una curiosità, poco nota perfino ai genovesi: la famosa squadra di calcio Boca Juniors di Buenos Aires è stata fondata da immigrati genovesi e prende il nome proprio da Boccadasse. Il turista inglese alla ricerca di un bel panorama, non può non recarsi in Spianata Castelletto, dove un belvedere a forma di L offre un panorama unico tra i moli, la Lanterna, i tetti della case, il mare e le colline. Nel frattempo si può gustare la granita siciliana del locale Don Paolo.

E per fare un po’ di shopping culinario? Il consiglio per tutti i turisti è di percorrere via Luccoli, fiancheggiata da bar e botteghe storiche. La mitica confetteria Romanengo vende dolciumi, cioccolatini, marzapane e frutta candita, mentre gli amanti del gelato dovrebbero provare la Cremeria Buonafede, per assaggiare la famosa Panera, il classico semifreddo al caffè genovese: la ricetta. Prima di lasciare Genova, un giro al Mercato Orientale. Tutta Genova fa la spesa qui, tra carne, pesce, formaggio, frutta e verdura. Le bancarelle vendono pasta fatta a mano e gnocchi, oltre a pesto e alla salsa di noci. Al centro del mercato le bancarelle da ottobre sono aperte fino a tardi.
(Lara Calogiuri)

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