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Genova. L’assessore alla cultura del Comune: “I cani dei dipendenti possono entrare in ufficio durante l’orario di lavoro”

Genova. L’assessore alla cultura del Comune di Genova, Elisa Serafini, con una serie di regole interne ha consentito ai dipendenti dell’ufficio cultura di portare il proprio cane in ufficio, all’interno di Palazzo Ducale, durante l’orario di lavoro. “Portare il proprio cane nel posto di lavoro – ha detto Serafini – migliora il clima tra colleghi e induce le persone a non correre a casa per portar fuori il cane”. Resta la condizione che il cane non deve “creare disagio: se c’è qualcuno che ha paura o è allergico, il cane non entra”.

“Rendere più semplice la vita di chi adotta i cani o gli animali in generale porterà maggiore motivazione all’adozione. E questo ridurrà anche le spese del Comune”. L’amore per gli animali diventa un fattore culturale e esce dal target politico che per lungo tempo ha contraddistinto l’animalismo: un amore che “non ha colore politico. E’ trasversale: in Comune a Genova c’è un intergruppo formato da persone con diverse sensibilità e di partiti diversi che si fanno portavoce dei diritti degli animali. Buone notizie in arrivo anche per chi si serve di cani guida, che ora possono accompagnare i padroni sulle scale mobili. La norma che lo impediva è stata sostituita oggi dal Ministero delle Infrastrutture, che ha dato il via libera ponendo come condizione che l’animale sia addestrato da una scuola certificata e assicurato per danni a se stesso o a terzi. Ne ha dato notizia il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, la cui amministrazione si è attivata per spargere la voce sulla nuova normativa, valida in tutta Italia. “Quando un addetto alla infrastruttura bloccò un cieco perché il cane non poteva usare la scala – ricorda oggi Massaro – esplose un caso nazionale con tanto di riflettori mediatici dai quali il comportamento della nostra amministrazione non era uscito con una buona immagine. A poco valse spiegare che c’era una legge che lo vietava, dato soprattutto il rischio per l’animale di finire con una zampa schiacciata”.

La stessa Serafini porta il suo Benji, un barboncino che fa compagnia a Pixel, Amelia, Simpson e Gioia. La presenza di Benji e degli altri cani testimonia “un nuovo approccio – ha detto Serafini – Una nuova declinazione del vivere con il cane, una sperimentazione che a primavera arrivera’ anche nei musei genovesi”.
(Lara Calogiuri)

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