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Genova. Ilva, Di Maio: “Proposte Mittal non soddisfacenti”. I sindacati in coro: “Il governo dia risposte”

Genova. “I miglioramenti portati da ArcelorMittal sul piano ambientale per me non sono ancora soddisfacenti”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio al termine del tavolo convocato sull’Ilva a Roma. Al Mise oltre 60 interlocutori. Al centro della discussione le modifiche portate da ArcelorMittal al piano Ilva.

Durante l’incontro si è parlato fondamentalmente di ambiente mentre l’aspetto occupazionale non è stato affrontato così come quello legato al bando di gara che visto lo scorso anno la vittoria di ArcelorMittal. Tra le misure ambientali messe sul tavolo da ArcelorMittal ci sono tra le altre la fine dei lavori di copertura parchi entro giugno 2020. Lo stesso gruppo indonesiano-lussemburghese si impegna inoltre a raggiungere, entro il 2023 una riduzione delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido pari al 15% rispetto ai dati del 2017.

Il piano prevede anche l’impegno per il periodo successivo alla durata del Piano industriale, a mantenere la produzione dell’acciaieria a ciclo integrato ad un livello non eccedente gli 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido annue. Il ministro Di Maio uscendo dal Mise ha parlato apertamente di “cambio di metodo rispetto a quanto avveniva in passato, con tutte le parti venute a conoscenza delle modifiche portate dagli acquirenti. M”i auguro che tutto sia in regola, me lo auguro per il bene dello Stato. Se non dovesse essere così, porto tutte le carte in procura perché se ci sono rilievi ci sono dei reati commessi. e il governo precedente ha sbagliato la gara, si prende una responsabilità che è senza precedenti.”

Duro il commento dei sindacati al termine dell’incontro. Alessandro Vella, segretario regionale della Fim Cisl: “Un tavolo interlocutorio che non è servito a nulla. Il tema occupazionale non è stato affrontato. Siamo molto delusi e rammaricati. Non è stato affrontato neanche il tema della validità della gara. Il ministro deve prendersi la responabilità e dire chiaramente cosa vuole fare della siderurgia in Italia. Sul piano ambientale ben vengano le migliorie ma si è trattato si modifiche giù presenti e previste in precedenza”.Anche Bruno Manganaro segretario genovese della Fiom Cgil a Roma commenta l’incontro: “Quello di oggi più che un incontro è stata una babele. Noi vogliamo sapere i tempi, il ministro ci deve dire se la gara è valida o meno. Da una parte si parla delle modifiche portate da Mittal al piano ambientale dall’altra Di Maio dice che è pronto a portare le carte in procura. Così siamo nella nebbia. Il governo deve dare delle risposte certe su quello che vuole fare della siderurgia in Italia”.

Poi Manganaro spiega ancora che la Fiom non vuole portare avanti un dialogo esclusivo tra sindacati e Mittal in tema di occupazione: “Se non c’è anche il governo, che in questo momento è il proprietario dell’Ilva, noi non andremo a parlare con ArcelorMittal. Quello portato oggi da Mittal è un addendum rispetto al piano dello scorso anno”.
(Lara Calogiuri)

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