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Genova. I medici di famiglia: “Nessun ‘ponte’, chiusi solo a Ferragosto”

Genova. Gli studi dei medici di famiglia resteranno chiusi solo a Ferragosto. La rassicurazione arriva dal dottor Andrea Stimamiglio, segretario ligure della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale.

“In vista del Ferragosto gli studi di medicina generale non chiudono per contratto – spiega – se il medico va in ferie comunque è tenuto a trovarsi e pagarsi un sostituto”.

L’anno scorso la Asl 3 genovese aveva inviato una lettera qualche giorno prima di Ferragosto per invitare i medici a non fare “ponti selvaggi” quest’anno la chiusura degli studi riguarderà solo il giorno festivo di Ferragosto e il pomeriggio precedente, quindi martedì, essendo pre-festivo.

“Lunedì tutti gli studi saranno regolarmente aperti sia la mattina che il pomeriggio – spiega Stimamiglio – martedì saranno aperti di mattina quelli che hanno l’orario di mattina e tutti gli studi associati”.

“Martedì pomeriggio e mercoledì, Ferragosto, per casi urgenti sarà in servizio la Guardia Medica – ricorda il segretario regionale Fimmg – poi giovedì e venerdì tutti gli studi saranno aperti sia di mattina che di pomeriggio”.

Sotto pressione in questi ultimi giorni in particolare i medici nelle località turistiche che vedono raddoppiare a volte triplicare il numero delle persone. Giorni di super lavoro per tutti i medici di famiglia, anche, a causa dell’ondata di calore che da 13 giorni sta interessando la Liguria. “Il caldo sembra andare scemando e questo dovrebbe aiutare” si auspica Stimamiglio.

I medici di famiglia nei prossimi anni sembrano destinati ad essere sempre meno: entro il 2023 ne andranno in pensione 21.000 e solo un terzo verrà sostituito, parliamo del 70% dei medici di famiglia italiani la Liguria però sembra essersi mossa per tempo:

“Non è tanto crisi vocazionale ma la questione per i giovani è riuscire a trovare il posto – spiega Stimamiglio – in Liguria siamo stati previdenti rispetto ad altre regioni e da anni abbiamo previsto di aprire il corso a 40 giovani, nonostante questo siamo ancora un po’ in carenza ma sono state fatte circa 650 borse in più a livello nazionale e qualcuna di queste toccherà alla Liguria, stiamo lavorando affinchè non ci siano carenze”.

Quello che è certo è che l’Italia è il paese europeo con i camici bianchi più vecchi così come la popolazione che invecchia sempre più rapidamente e soffre, soprattutto, di patologie croniche. Il medico di base dovrà sempre più essere una figura fondamentale. Qualcosa dovrà cambiare, ora si punta infatti alla quantità: più pazienti si hanno, più si guadagna ma il rischio sarà quello allora di visite lampo, di studi di provincia vuoti e di molti potenziali medici di famiglia che sceglieranno altro.
(Lara Calogiuri)

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