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Genova. Grande attualità dell’attività di restauro e conservazione del Dipartimento di Chimica sui Beni Culturali

Genova. È notorio che i beni culturali sono soggetti ad un deterioramento dovuto a ragioni di vario genere. I famosi “gialli” di Van Gogh e di Cezanne, tanto per fare un esempio eclatante, sono a rischio; pare che la componente UV dell’illuminazione a led, ormai universalmente diffusa anche nei musei, sia la responsabile più pericolosa: il giallo tende gradualmente al marrone ed al verde-oliva. Ma le cause potrebbero essere tante ed appare sempre più urgente uno studio sui pigmenti , i leganti, i supporti pittorici.

Qui da noi , gli studi si rivolgono a più oggetti d’interesse artistico, storico ed anche archeologico. L’impegno ha preso le mosse 40 anni fa a Genova dalle pitture di Giotto per le alterazioni del pigmento.

Più recentemente i reperti metallici sono stati al centro dell’attenzione della locale Università degli Studi genovese: particolarmente rilevanti le analisi di manufatti metallici preistorici e protostorici dal Castellano di Uscio, nonché gli “Studies on environmental deterioration on slate manifactured of the old historical centre of Genova….”, ricerche condotte e pubblicate da studiosi genovesi in lingua inglese.

Si sono inoltre sviluppate analisi archeometriche su alcuni bronzi preistorici e nuove conoscenze della prima metallurgia della Liguria. Si sono adoperati metodi non distruttivi, presentati a Berlino alla IV Conferenza Internazionale.

“La metallurgia nella Liguria Occidentale in epoca preistorica”: è stato dato spazio allo studio di metalli antichi della Rivista Italiana della Saldatura.

La grotta delle Arene Candide di Finale Ligure è stata al centro di accurate esplorazioni.

Anche la carta è stata oggetto di specifici studi: “…. Paper end absorbed molecules… preliminary study and experimental results”

Ad Altare è stata istituita la 4^ Scuola di Chimica per i beni culturali con studi sul vetro e materiale ceramico “Nuovi studi sul complesso di Santa Maria in Passione”.

Caratterizzazione chimico fisica del papiro: contributo delle tecniche di calorimetria e di analisi termica; contributo allo studio della composizione della lega metallica e della patina superficiale del Cristo degli Abissi.

Si sono effettuati studi sul legno , legni archeologici sommersi, studi di degradi artificiali di legni con simulazione di invecchiamento naturale.

Dipinti di Luca Cambiaso (e siamo al 2008), confronto fra due sarcofaghi egizi della 26^ dinastia

Studio di mosaici sia a Genova sia al battistero di Albenga (foto)

Per concludere con i risultati più recenti: “il  vetro”di Liguria risalente all’età del bronzo (3500 a.C.)

Un’attività intensissima dunque, di cui quanto citato non è che una piccola porzione, che è passata dalla pittura allo studio dei metalli, della carta, del papiro, del legno e infine degli antichissimi vetri nostrani.
(Aldo Carpineti)

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