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Genova, giovedì sciopero con manifestazione Filctem Cgil contro riforma mercato lavoro

Genova. Giovedì 10 maggio  si svolgerà lo sciopero per l’intera giornata delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori chimico-farmaceutico, gommaplastica, ceramica, vetro, tessile, elettrico, gas-acqua, energia-petrolio proclamato dalla Filctem Cgil della Liguria. Per la mattina del 10 maggio è previsto a Genova un corteo con concentramento alle ore 9.30 davanti ai giardini di Brignole, da cui muoverà il corteo che terminerà davanti alla Prefettura, seguendo il seguente percorso: giardini Brignole, via Cadorna, via Fiume, via Serra, via SS. Giacomo e Filippo, piazza Corvetto, largo Eros Lanfranco.

Dal 2009 ad oggi, la crisi economica ha avuto effetti devastanti per i nostri settori con numerose chiusure di siti, delocalizzazioni, riorganizzazioni che hanno causato la perdita di migliaia di posti di lavoro colpendo pesantemente anche la nostra regione e la riforma del mercato del lavoro aggrava drammaticamente tale situazione.

La precarietà non viene intaccata nelle sue fondamenta perché rimane inalterata la disponibilità di paradossali tipologie di rapporti di lavoro che determinano la concorrenza al ribasso tra una forma e l’altra, determinando precarietà infinita e abusi strutturali; anche la lieve modifica per i licenziamenti economici non è accettabile perchè descrive un tortuoso percorso a ostacoli per i lavoratori che raramente potrà sfociare nel reintegro, annullando lo strumento indispensabile della deterrenza che l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori offre contro l’arbitrio dei licenziamenti illegittimi.

Mentre le politiche di questo Governo creano una recessione che durerà a lungo, nel contempo viene ridotta drasticamente la copertura temporale degli ammortizzatori sociali fino ad arrivare in alcuni casi a dimezzarli, la platea viene allargata, ma di poco, e chi ne era privo continua a rimanerne privo.

Tutto ciò, messo in relazione alla riforma delle pensioni, determina una distanza temporale abissale tra chi perde il lavoro e la pensione e una distanza incolmabile tra i giovani lavoratori precari e la possibilità di una pensione.
(C.S.)

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