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Genova. Focoso dibattito tra gli aspiranti alle primarie del Pd per candidarsi a presidente della Regione Liguria

Genova. Martedì 9 settembre, alla Festa de l’Unità al porto antico di Genova, i tre aspiranti alle primarie del Partito Democratico per il ruolo di candidato a Presidente della Regione Liguria, si sono cimentati in un focoso dibattito davanti a una folla molto numerosa, sia seduta che in piedi, nello spazio riservato ai dibattiti. C’era persino gente che, non essendoci più spazio sotto il tendone, rimaneva sotto la pioggia e che, comunque, non si è allontanata fino alla fine della manifestazione. Molti erano arrivati da Savona a sostenere il loro Sindaco, Federico Berruti. Raffaella Paita, Assessore regionale alle infrastrutture, attività di protezione civile, difesa del suolo, ciclo delle acque e dei rifiuti, ecosistema costiero, rapporti con gli enti locali, che è una signora molto socievole e alla mano, ha girato un po’ per la platea, prima dell’inizio della discussione, salutando e stringendo le mani dei suoi sostenitori.

Il moderatore, Michele Malfatti, ha, prima di tutto, esposto le regole dell’incontro: nove domande, due minuti di tempo per rispondere, tre possibili repliche di un minuto e l’appello finale al voto di tre minuti. Naturalmente, a turno, i candidati rispondevano per primi, secondi o terzi. Le domande erano incentrate su questioni cruciali programmatiche come le infrastrutture, la produzione, il turismo e la cultura, i porti, gli Erzelli, i collegamenti, gli enti locali, l’Unione europea, gli anziani e la sanità.

Alberto Villa (spesso contestato dalla platea) è stato il contendente più critico nei confronti dell’attuale governo. Dal 2015 al 2025, ha affermato, cambierò tutto. Le sue proposte più dirompenti sono state la creazione dell’industria del divertimento per attrarre i giovani, voli e strutture ricettive low cost per i giovani, case della creatività per giovani che lavoreranno insieme negli immobili dismessi, oltre all’invito a guardare oltre i confini, ad esempio richiamando grandi multinazionali come Google, che costruiscono anche ospedali dove si insediano. Non mancheranno grandi distretti logistici per essere competitivi, con i retro-porti collegati all’Europa, l’ospedale di eccellenza agli Erzelli con un centro per le varie dipendenze, una vasta area metropolitana che raggruppi Genova e Savona, un importante ufficio a Bruxelles per Piemonte e Liguria.

Quanto alla sanità, Villa ha ricordato, insieme ai suoi competitor, il grande debito ereditato dal governo di centro destra, una situazione estremamente grave che, lentamente, è stata riportata alla normalità anche con il lavoro serio e continuo dell’Assessore Claudio Montaldo.

Federico Berruti, alleato di Villa contro la Paita, è stato anch’egli assai critico nei confronti dell’attuale governo della Regione, in particolare sui ritardi nelle varie grandi opere che, se portate a termine, alzerebbero il Pil ligure, e sullo stanziamento dei fondi regionali. Ha ricordato di essere stato renziano fin dall’inizio, quando ci credevano in pochi, nonostante la differenza di formazione politica tra lui e Renzi. Infatti, ha ribadito, bisogna aprire un ciclo nuovo, una politica più moderna. Rifacendosi alle tematiche nazionali, ha sottolineato l’urgenza di snellire la burocrazia e diminuire le tasse che gravano sul lavoro, aiutando a rilanciare le imprese, grandi, piccole o piccolissime che siano. Così bisogna investire nel turismo legato all’arte, unire gli enti che sono in crisi dando un premio a quelli che si fondono, riformare le ASL depoliticizzandole.

La Paita, in quanto già attiva nella giunta regionale, ha sostenuto, invece, quanto di positivo è stato fatto in questi anni. È ovvio, però, che c’è sempre molto da fare, lei fa parte di una nuova generazione (ha 39 anni) che può offrire energie nuove, non contro ma oltre, quando serve decidere, non attendere, come è anche nella vita, nel cambio generazionale. Ad esempio, che sia stata scelta Genova per rottamare la Concordia è un grande successo e riconoscimento nazionale e internazionale di competenze.

Invece, agli Erzelli si è già atteso troppo, altrove le Silicon Valley sono nate e cresciute, ora si deve pensare alla ricerca sul dissesto idrogeologico, alla robotica applicata alla sanità, all’innovazione nel turismo, nella percezione della città stessa, si deve insistere sui brand dei prodotti tipici, come l’oliva taggiasca o il basilico che è diventato eccellenza.  Inoltre, Raffaella creerebbe “hotel di charme” nei palazzi storici che così sarebbero visitabili, attirando turismo che spende, potenzierebbe la rete ciclabile dal Levante al Ponente, svilupperebbe il settore della formazione. Insomma, uno choc creativo, un pensare in grande. In effetti, il suo entusiasmo, la sua grande voglia di fare che la conduce, da tempo, in giro per la Liguria a incontrare gli amministratori locali e la gente, è palpabile persino nella sua gestualità. Ella non dimentica, però, che quando le imprese gestite dagli enti locali sono in perdita, a essere in difficoltà sono le famiglie di quelli che vi lavorano. Per questo, nell’assidua opera di efficientamento e risparmio non bisogna dimenticare i lavoratori.  Le primarie, conclude, sono grandi occasioni di selezione del candidato che deve essere giudicato per le proposte. Ella non si ritirerà neppure se dovessero scendere in campo personaggi di rilievo nazionale.
(Renata Rusca Zargar)

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