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Genova. Elezioni del nuovo consiglio dell’Ordine degli Architetti e la lista “Professione Architetto”

Genova. Giovani, con le idee chiare. Al potere fantasia, concretezza e amore per la professione. Senza però dimenticare la “vecchia guardia”, professionisti di conclamata esperienza che daranno manforte nella scalata.

La lista “Professione Architetto” si candida ufficialmente alle elezioni del nuovo consiglio dell’ordine della Provincia di Genova per il quadriennio 2013/2017 con una serie di proposte destinate a far discutere e ad aprire un ampio dibattito sul reale ruolo dell’ordine e sul come dovrebbe essere nuovamente concepito.

protagonisti sono gli architetti Giuseppe Galasso, la “vecchia guardia” di cui si parlava, infatti è stato dal 1993 al 2003 vicepresidente dell’ordine e dal ’94 al ’97 ha anche fatto parte del consiglio nazionale Architetti e di quello Europeo, poi Raffaella Bellino, Enrico Fossa, Gabriele Baldi Caproriti, Antonella Bertelli, Elisa Cagelli, Francesca Ferrarini, Matteo Garibaldi, Giacomo Merelli, Michele Renzini e Chiara Zunino.

A rappresentare il Levante gli architetti Mattia Villani, Matteo Garibaldi e Laura Pezzolo. Nella compagine attuativa sono anche presenti colleghi del mondo dell’università: Franca Balletti, docente alla facoltà di Architettura e del settore della Pubblica Amministrazione e Sergio Torre di A.R.T.E. della Provincia di Genova.

«Il nostro obiettivo è far sì che l’Ordine torni ad erogare servizi, diminuendo i costi e assumendo una gestione manageriale. Ciò assume più valore se si guarda alla crisi che tutto il mondo del lavoro sta affrontando – ha spiegato la portavoce Raffaella Bellino – siamo quasi 3000 a Genova, rappresentiamo una realtà economica significativa che deve avere un Ordine strutturato quasi fosse un’associazione di categoria. Il nuovo riassetto dovrà passare attraverso idee e servizi concreti offerti agli iscritti, con un ordine al servizio della categoria. Abbiamo deciso di scendere in campo per l’amore che proviamo verso questa professione, speranzosi che le nostre idee possano essere abbracciate e comprese dai colleghi. Ma non solo, con la volontà anche di creare nuove sinergie con gli altri ordini professionali proprio per remare tutti insieme, provando a combattere questa terribile crisi.»

Veniamo ai punti programmatrici avanzati dalla lista. In primis si propone un abbassamento di 30 euro della tassa d’iscrizione all’ordine e l’organizzazione di corsi gratuiti per tutti gli iscritti. Come? Con il reinvestimento dell’avanzo di bilancio. “No agli avanzi di bilancio, reinvestimento di denaro per abbassamento tasse ed erogazione corsi gratuiti” sono uno dei fulcri del programma. Inoltre istituzione di uno sportello che potrà verificare i progetti e le pratiche degli architetti attribuendo un bollino d’idoneità e congruità alle norme che, dopo accurate verifiche, potrà accelerare il processo della pratica stessa. Questo sportello, per come è stato pensato, dovrebbe essere composto da funzionari della pubblica amministrazione e da un rappresentante dell’ordine.

Creare un archivio di curricula, divisi per specificità, in modo da aiutare i giovani ad emergere e tessere così contatti con i colleghi più anziani per partecipare alle gare con gli Enti che richiedono determinate professionalità e adeguata esperienza. Tenere concreti rapporti con l’estero, allacciando relazioni proficue per tutta la categoria, senza mettere in risalto personalità singole. Si propone che i concorsi di architettura siano concorsi d’idee, con la produzione di elaborati di fattibilità e non di elaborati al livello di progetti preliminari e definitivi. Si chiede che l’ordine faccia una vera attività di supporto culturale e scientifico per la categoria e nei confronti degli Enti, costruendo percorsi comuni, anche con altre professionalità, per esempio nel campo dell’urbanistica. Da ciò le istituzioni e la pubblica amministrazione potrebbero trarre grandi vantaggi e l’ordine tornerebbe ad avere un ruolo di supporto concreto. La base per questo cammino condiviso potrebbe essere la costituzione di una “Commissione Consultiva”. L’ordine dovrà farsi carico dell’aggiornamento scientifico per la promozione della qualità dell’architettura – che vuol dire qualità della vita –  svolgendo un ruolo di stimolo sia per categoria che per la pubblica amministrazione.

L’ordine inoltre, dovrà tenere stretti contatti con il comitato paritetico e l’Asl, istituti fondamentali sulla questione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Altro punto fondamentale la guerra aperta al “massimo ribasso”. Se l’ordine riesce a dimostrare l’impossibilità di svolgere determinati lavori promessi nel bando di gara a cifre minime, lesive per una reale concorrenza, potrebbe chiedere l’annullamento della gara stessa. Si ritiene anche che l’ordine, attraverso un percorso condiviso, si attivi per proporre, nel settore della copertura assicurativa, una serie di formule e più adeguate alle singole esigenze degli iscritti. Sarà inoltre necessario avviare un approfondimento sul ruolo e sulle competenze della Fondazione, che ha preso avvio alla scadenza del mandato dell’attuale ordine, e che costituisce un grosso onere finanziario all’interno del bilancio.

«Il nostro lavoro è caratterizzato da grandi slanci, sacrifici e professionalità, ma soprattutto da tanta passione che condivideremo, se eletti.»
(D.C.)

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