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Genova. Dipendenza da alcool e droghe: dati allarmanti in Liguria, quarta regione per numero di ricoveri

Genova. Non è più un’emergenza alcool quella tra i giovani: sono sempre più frequenti i casi di utilizzo di diverse sostanze stupefacenti, specialmente nella nostra regione.

Proprio di questo si parlerà alla Conferenza Nazionale sulle Patologie delle Dipendenze martedì 19 giugno, che si terrà a partire dalle ore 9 alla Asl3 di Quarto: un momento di riflessione sulla necessità di cambiamento, soprattutto in materia di prevenzione.

“I dati parlano chiaro: nell’ultimo anno il 26% degli studenti alle scuole superiori ha provato almeno una sostanza illegale”, spiega Gianni Testino, responsabile del Centro Alcologico regionale. “Il 20% consuma abitualmente cannabis o i suoi derivati, mentre già a quest’età c’è un 2% che consuma cocaina”. Si inizia prestissimo a bere con gli amici, addirittura anche a 11 anni, e poi si passa ad utilizzare cannabis e i suoi derivati, fino ad arrivare nei casi più estremi a cocaina e psicofarmaci non prescritti.

L’alcool fa semplicemente da collante per le altre dipendenze e il percorso di disintossicazione non è facile. Una volta che si riesce ad ammettere il problema con la famiglia, bisogna fare i conti con la propria salute e al tempo stesso la volontà di tornare a vivere una vita normale. E il rischio di ricadere è sempre dietro l’angolo. “Dobbiamo migliorare la presenza dei gruppi di auto aiuto dove i ragazzi attraverso il percorso dei 12 passi e il confronto con altri coetanei possano trovare il supporto di cui hanno bisogno”, racconta Testino.

Secondo l’ultima relazione al Parlamento, la Liguria assieme a Valle D’Aosta, la Toscana e le Marche ha oltre 40 ricoveri ogni 100 mila abitanti per consumo di sostanze, a cui si vanno ad aggiungere i 130 per alcool. Perciò, è importante cambiare il modo di fare prevenzione e raggiungere i ragazzi prima dell’adolescenza, quando ancora non si è condizionati dalle dinamiche sociali, ma più disposti ad ascoltare e capire i rischi.

“Bisogna che ci siano degli incontri mirati e frequenti per discutere del tema con gli studenti tra gli 11 e i 14 anni”, propone il responsabile del Centro Alcologico a San Martino. “Adesso nel percorso scolastico si ha la possibilità di fare questo tipo di iniziative soltanto una volta o addirittura mai e spesso è troppo tardi”.
(Lara Calogiuri)

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