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Genova. Da D’annunzio all’aeropittura un omaggio all’arte italiana dei primi trent’anni del 900 alla Wolfsoniana di Nervi

Genova.  Una grande ed interessante mostra è stata inaugurata ieri a Nervi, alla Wolfsoniana, in via Serra Gropallo. Si tratta di un evento di grande rilievo che rivolge l’attenzione in particolare all’arte italiana dei primi anni del Novecento, fino agli anni Trenta: “Da D’Annunzio all’ aeropittura-Arte e aviazione in Italia dalla Grande Guerra agli anni Trenta” è il titolo della mostra che vuole anche celebrare l’ottantesimo anniversario della conquista del Nastro Azzurro da parte del transatlantico Rex.

“La mostra – dicono gli organizzatori – va vista anche come omaggio ad altre due importanti ricorrenze legate al tema del volo: il trionfale arrivo negli Stati Uniti, nel luglio del 1933, della squadriglia di idrovolanti guidata da Italo Balbo, in occasione della seconda trasvolata atlantica, e il 150º anniversario della nascita di Gabriele d’Annunzio, protagonista durante la prima guerra mondiale di alcune celebri imprese aeronautiche”.

È in riferimento a questo contesto che la Wolfsoniana ha deciso di presentare questa stimolante mostra che è stata inaugurata da Angelo Berlangieri, assessore alla Cultura e Turismo della Regione Liguria, da  Maria Teresa Orengo, amministratore unico della Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo e Lucio Zanon di Valgiurata.

L’evento culturale è infatti stato organizzato in collaborazione con la collezione Zanon di Valgiurata di Torino e curato da Matteo Fochessati e Gianni Franzone in collaborazione con Chiara Massimello , curatrice della raccolta torinese.

“Il percorso espositivo – dicono i curatori – intende offrire una prospettiva originale sugli sviluppi dell’aviazione italiana tra le due guerre mondiali e sul rapporto tra questa e le arti figurative, nel momento in cui il volo aereo cominciò a configurarsi come uno degli elementi di modernità per antonomasia, è articolato in varie sezioni. Una è dedicata a D’Annunzio ed il volo. Le esperienze aviatorie di d’Annunzio sono ricordate, oltre che dal bozzetto di Silvio Bicchi per le decorazioni allegoriche della villa Magni a Canzo, attraverso il modello del suo aereo e una sua lettera del 14 luglio 1918, proveniente dalla Fondazione Ansaldo di Genova, all’ingegner Giuseppe Brezzi, in cui il Vate esprime il suo dolore per la morte improvvisa del capitano Bourlot. Era stato infatti l’ingegner Brezzi, l’anno precedente, a disegnare per il poeta il famoso biplano SVA, con cui egli compirà il 9 agosto il celebre raid su Vienna”.

Molto interessante anche la sezione dedicata all’ industria aeronautica italiana e l’aviazione civile. Sono presentati vari modelli di aerei: dall’ambizioso Dornier Do.X del 1929, un colossale idrovolante da 70/100 passeggeri, ai Savoia Marchetti modelli S74 Millepiedi e SM83 Ala Littoria dei tardi anni Trenta.

Di rilievo le vedute degli stabilimenti Caproni a Taliedo raffigurate nelle acqueforti di Carlo Vitale. Un’ altre sezione è dedicata alle imprese aeree di Italo Balbo: le imprese brasiliane e statunitensi sono documentate dai manifesti commemorativi, realizzati da alcuni tra i più importanti cartellonisti dell’epoca (da Marcello Dudovich a Umberto Di Lazzaro e Lugi Martinati), dai modelli degli aeroplani utilizzati, da souvenir, orologi, calamai, fotografie, giochi per bambini, spartiti musicali prodotti in quelle occasioni.

La sezione è completata dai bozzetti per le decorazioni murali e dalle fotografie degli interni del Ministero dell’ Aeronautica a Roma, iniziato nel 1929 dall’architetto Roberto Marino, e dal dipinto di Enrico Prampolini Aeroritratto simultaneo di Italo Balbo, realizzato dopo la sua morte ancora oggi misteriosa. La sezione più interessante è quella dedicata all’
Aeropittura futurista degli anni Trenta.

Il manifesto apparve nel 1929: in mostra sono visibili opere di Uberto Bonetti, Alessandro Bruschetti, Tullio Crali, Mino Delle Site, Giovanni Korompay e Tato. Un posto speciale è dedicato infine al grande bozzetto dell’architetto Virgilio Marchi per un Palazzo dell’aria (1929) da edificarsi a Roma sulle rive del Tevere, una risposta in chiave più “lirica”, ma anche monumentale e novecentesca, alla visionarietà metropolitana che aveva contraddistinto le visioni urbanistiche di Antonio Sant’Elia e di Mario Chiattone.
Accompagnata da un serie di proposte didattiche per le scuole, l’esposizione rimarrà aperta fino a lunedì 2 giugno 2014.
(Claudio Almanzi)

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