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Genova. Con la società FuoriMuro riscritta la storia della manovra portuale

Genova. Ieri, giovedì 25 ottobre, nelle primissime ore della mattina, si è riscritta la storia della manovra ferroviaria portuale del capoluogo ligure.

È, infatti, partito il primo treno condotto da “ex” manovratori, oggi personale di macchina, “made” in FuoriMuro, società genovese costituitasi nel 2010 che gestisce, su incarico dell’Autorità Portuale di Genova, le manovre ferroviarie all’interno del porto. Il capitale sociale dell’impresa è ripartito tra Rivalta Terminal Europa (30%), Gruppo Spinelli (30%), InRail (15%), Tenor (15%) e Compagnia Portuale Pietro Chiesa (10%).

FuoriMuro ha raggiunto l’obiettivo di far confluire in sé ed in abbinamento ai servizi di manovra portuali la verifica tecnica, la formazione treno e la vezione ferroviaria dei container diretti nel nord Italia.

In breve ricordiamo che negli ultimi anni la manovra genovese ha vissuto periodi difficili: la drastica diminuzione della movimentazione annua dei carri, condizione assai nebulosa attestatasi in un porto logisticamente strategico come quello cittadino, e la difficoltà di mantenere compatta l’occupazione dei 108 lavoratori del comparto.

Grazie ad un traghettamento istituzionale, non senza momenti sofferti e di tensione, è stato possibile in periodo di cassa integrazione riqualificare professionalmente e su autocandidatura 37 dei 108 dipendenti, oggi completamente formati in condotta treno (primi e secondi agenti di macchina), formazione, verifica e moduli D (capi treno).

Una scelta didattica che pare aver rasserenato, seppur di riflesso, il futuro lavorativo anche di quella sessantina di manovratori rimasti operativi stanzialmente in porto. È, infatti, noto che l’utile derivante dalla sola movimentazione dei carri non copre i costi dell’operatività di manovra. Ecco dunque arrivare in supporto quelli che saranno introitati dal servizio di trazione in linea, dai ricavi ben più pingui.

Fondamentale step estivo l’acquisizione della Certificazione di sicurezza rilasciata l’8 agosto scorso dall’Ansf, Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Un passaggio importante che ha abilitato FuoriMuro al trasporto ferroviario di container verso le realtà retroportuali ed i maggiori centri logistici e di consumo del nord Italia.

Ed infine la partenza del primo dei treni loggati dalla società genovese, un simbolico quanto inaugurale viaggio oltre banchina, spintosi fuori dal confine portuale. L’ottica sposata è europeista. La necessità è di rimanere al passo con i tempi. Ridare vita all’economia portuale, e conseguentemente a tutto l’indotto cittadino, sfruttando le sinergie e soprattutto quelle potenzialità ancora inesplorate che sono in seno ad un grande porto come quello di Genova.

In questo contesto ben si collocano gli obiettivi della società, acclarati una volta di più al convegno svoltosi giovedì scorso, 23 ottobre, presso la sede dell’Autorità Portuale di Genova. L’incontro è stato promosso dall’Ambasciata di Svizzera in Italia ed il Consolato generale di Svizzera a Milano dal titolo “Genova – Rotterdam: un corridoio sostenibile”. Patrocinato dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova e dall’Autorità Portuale di Genova, ha visto la presenza di Paolo Odone, presidente della CCIAA di Genova, di Bernhard Kunz, direttore di Hupac e Marco Gosso, amministratore delegato di Cemat e FS Logistica.

All’interno della successiva tavola rotonda, moderata dal senatore Enrico Musso, sono stati presentati gli esiti dello studio svolto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che ha evidenziato gli impatti economici e ambientali legati al completamento del suddetto corridoio.

Il presidente di FuoriMuro, Guido Porta (nella foto) ha nell’occasione presentato le recenti novità legate all’impresa ferroviaria genovese. E riaffermato la necessità di adottare soluzioni intermodali che permettano di creare lungo il corridoio Genova-Rotterdam soste intermedie per il carico/scarico delle merci rendendo così competitivo il trasporto su rotaia, superando il tradizionale approccio “point to point” per la più moderna logica  “stop and go”.

«Le attività di trasporto ferroviario di FuoriMuro partiranno in settimana con due treni adibili al trasporto di gas gpl che collegheranno la Francia a Parma e a Mortara via Ventimiglia – Genova. – ha dichiarato al convegno l’ingegner Porta – Sapevamo che non sarebbe stato facile accompagnare il personale in questo percorso di crescita finalizzato a conseguire le abilitazioni necessarie per la vezione ferroviaria, ma i risultati sono stati eccellenti e di questo vorrei ringraziare istruttori, dipendenti operativi e personale d’ufficio che insieme hanno svolto un lavoro di squadra formidabile. FuoriMuro ha confermato la propria crescita anche per quanto riguarda il numero di carri movimentati all’interno del Porto di Genova. Anche nel mese di settembre, infatti, i dati confermano una media mensile di circa 11.000 carri, in ripresa rispetto al biennio 2010 – 2011. Ciò testimonia l’importanza del Porto di Genova e la sua capacità di saper attrarre traffici rappresentando uno sbocco fondamentale sul Mediterraneo per i Paesi del Nord Europa».

Degno di nota quanto auspicato dall’ingegner Porta in ambito logistico, settore nel quale vanta autorevolezza essendo a capo delle società genovesi I.LOG e Metrocargo Automazioni, responsabili dell’ideazione e della progettazione di Metrocargo, innovativa forma di trasporto intermodale che può essere installato lungo i binari ferroviari e che permette di caricare o scaricare un intero treno in meno di 40 minuti, in un’unica operazione interamente automatizzata, in piena sicurezza e rispetto dell’ambiente. Il sistema è stato già installato e testato nell’area ferroviaria di Vado Ligure (Sv) con la collaborazione dell’Autorità Portuale di Savona.

«Se il Corridoio 24 – sottolinea Porta – si limiterà a collegare i porti di Genova e Rotterdam, il progetto decollerà difficilmente e porterà scarsi benefici ai territori attraversati. Il trasporto ferroviario merci può esprimere la propria competitività rispetto a quello su gomma solo se si prevedono tra il punto di partenza e quello di destinazione delle fermate intermedie che consentano di volta in volta di caricare o scaricare rapidamente anche solo parte dei container e delle casse mobili presenti sul treno. Le fermate intermedie sarebbero inoltre fondamentali per il trasporto delle merci destinate alle aree adiacenti al Corridoio, giungendo nei pressi dei centri urbani fino al chilometro zero, e potrebbero permettere di integrare il Corridoio 24, attraverso apposite intersezioni, con nuove tratte ad alta velocità, come il Corridoio Mediterraneo che dovrebbe unire la regione dell’Andalusia all’Ungheria».
(Daniela Cassinelli)




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