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Genova. Canto Libero, omaggio a Battisti e Mogol

Genova. Canto Libero: non un semplice concerto ma un grande spettacolo che omaggia il periodo d’oro della storica accoppiata Mogol – Battisti. Appuntamento al Teatro Politeama Genovese nella serata di giovedì 19 aprile  dalle ore 21. Sul palco, un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere, che portano avanti questo nuovo progetto con grande determinazione.

Dopo aver riempito piazze e teatri in giro per l’Italia (e anche in Slovenia, Croazia, Austria e Montenegro), un ulteriore riconoscimento del loro valore artistico arriva a fine 2015 con uno spettacolare sold-out al Teatro Rossetti di Trieste (1.500 posti) che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona, che dà la benedizione ufficiale al Canto Libero.  Nell’estate 2016 intraprendono un tour estivo nel Nord Est d’Italia e in Istria registrando successo di pubblico. Nel dicembre 2016 inizia un tour nei teatri del Nord Italia che si concluderà in aprile 2017 dopo 15 date e 8000 spettatori.

Nell’estate 2017 è uscito l’album della band composto da brani registrati in presa diretta in studio di registrazione e da brani registrati live nei concerti del tour teatrale. A seguito dell’uscita del disco la band ha intrapreso un mini tour estivo di 8 date tra Italia e Slovenia. A fine 2017 è partito il secondo tour nei teatri che toccherà oltre 20 città.

La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero, infatti, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare mera copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale. Spiega il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. E poi, io amo anche la sua voce.  È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso, arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie, videoproiezioni. Insomma, ci abbiamo messo il cuore. Aggiunge Alessandro Sala: “Suonare le canzoni di Battisti nel periodo Mogol è difficile per un motivo non riscontrabile altrove: le parole sono talmente potenti e preponderanti che ti “distraggono” dalla musica”.

Giovanni Vianelli spiega: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità, e non lo facciamo in modo attuale, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale, nessuna sequenza, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza, e io sono totalmente d’accordo con loro! (…)

Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound, altrimenti non sarà che una brutta copia, è inevitabile. (…) Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».
(Lara Calogiuri)

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