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Genova, Cantieristica: c’era una volta la Cantieri Navali Riuniti Spa

Genova. Sono storia di questi anni le difficoltà ricorrenti dei cantieri navali di Riva Trigoso e poi di Sestri Ponente che hanno mobilitato le parti sociali allo scopo di evitarne la chiusura. Soltanto nelle scorse settimane, a Sestri, l’arrivo di una commessa per una nave crociera ha parzialmente stemperato le vertenze più aspre.

Ma conviene partire da lontano, per comprendere la vicenda ed i suoi problemi, che hanno avuto origine ben prima del dilagare dell’attuale crisi economica internazionale.

Nei primi anni ’80 dominavano il panorama del settore navalmeccanico nazionale due colossi delle partecipazioni statali, l’Italcantieri di Trieste, con stabilimenti nel Veneto, e i Cantieri Navali Riuniti con direzione centrale a Genova e stabilimenti nel porto del capoluogo ligure, a Sestri Ponente, sulla riviera di levante a Riva Trigoso e Muggiano-La Spezia, ad Ancona, a Castellammare di Stabia e a Palermo. Alla guida dei Cantieri Navali Riuniti era l’ing Enrico Bocchini, presidente e amministratore delegato di assolute capacità manageriali. La finanziaria comune aveva sede a Roma.

Intorno al 1984 le partecipazioni statali decisero per la riunificazione delle due società, decretando una sola direzione centrale a Trieste e denominando la nuova unica azienda Fincantieri S.p.A.

A Genova rimaneva la direzione per le costruzioni militari, opere da realizzare a Riva Trigoso ed al Muggiano che si specializzavano, di conseguenza, in questo settore.

Alcune delle migliori teste delle sedi liguri facevano le valige per Trieste e, a breve distanza di tempo, i cantieri del porto di Genova, prevalentemente di riparazione navale, chiudevano i battenti l’uno dopo l’altro, anche per effetto del ridimensionarsi dell’importanza strategica e funzionale del maggiore scalo ligure.

Nel frattempo era stata acquisita una commessa enorme dall’Irak, capace di dare grande impulso al settore militare, che sfumò quando la costruzione delle navi era pressoché completata, con lo scoppiare della guerra del Golfo, dichiarata da Bush padre a seguito dell’invasione irakena nel Kuwait. Le navi, che erano state in costruzione a Riva Trigoso ed allestimento al Muggiano, in stallo nei cantieri sociali, vennero parzialmente trasformate e svendute ad acquirenti diversi.

Negli anni successivi Riva Trigoso e Muggiano, legate ancora all’acquisizione di navi militari, ebbero un progressivo calo di lavoro, soltanto a tratti interrotto dall’arrivo di nuovi impegni.

Quanto a Sestri Ponente, cantiere dalle caratteristiche produttive simili a quelle degli stabilimenti veneti, antico polo di richiamo per costruzioni civili e unità di lavoro dalle tradizioni gloriose, si trova ahimè, in posizione geografica e politico-strategica ben più lontana rispetto a quelli dalla direzione centrale triestina e dalle stanze dei bottoni.

Non si vuole sostenere che in Fincantieri si facciano figli e figliastri; risulta però un dato di fatto che a Monfalcone, anche a seguito di ammodernamenti tecnico-strutturali all’avanguardia, intervenuti nel recente passato, si dormano sonni ben più tranquilli che sulla costa ligure. Non a caso, invece, ristrutturazioni irrinunciabili per Sestri Ponente rimangono ancora nella sfera improbabile delle speranze.
(Aldo Carpineti)

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