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Genova. Brunori a teatro: il nuovo spettacolo tra monologhi e canzoni

Genova. Dopo il successo dell’ultimo album di inediti “A casa tutto bene” e dell’omonimo tour, e dopo la Targa Tenco per la miglior canzone dell’anno con La Verità, Brunori Sas è pronto a cimentarsi con una nuova avventura teatrale Brunori a teatro. Canzoni e monologhi sull’incertezza.

La tappa di Genova è in programma mercoledì 28 febbraio 2018 al Politeama Genovese. Brunori Sas è Dario Brunori, cantautore della provincia di Cosenza. A fine 2009 si affaccia all’universo cantautorale italiano, prendendo in prestito il nome della ditta di famiglia di materiali edilizi: Brunori Sas. Pubblica così il suo album d’esordio Vol.1: un vero e proprio canzoniere italiano, con cui si aggiudica il Premio Ciampi 2009 come miglior disco d’esordio e la Targa Tenco 2010 come miglior album esordiente.

Il secondo disco è Vol. 2: Poveri cristi, un album pubblicato nel 2011 dalla scrittura amara e speranzosa che conserva la forma canzone melodica e all’italiana. Nel 2012 la sua canzone Una Domenica notte ispira l’omonimo film di Giuseppe Marco Albano, in cui Dario compare in un cammeo. Il 4 febbraio 2014 esce l’atteso terzo disco di inediti Vol. 3 – Il Cammino Di Santiago In Taxi. Il disco esordisce in vetta alle classifiche di vendita  e il tour club registra il tutto esaurito in oltre 20 date.Si esibisce sull’importante palco del Primo Maggio e fa da opening act a Ligabue nel suo “Mondovisione Tour” (Stadio San Siro e Stadio Olimpico).

Nel 2015 porta nei teatri più prestigiosi d’Italia il tour teatrale dal titolo Brunori Srl – una società a responsabilità limitata, miscelando musica e standup comedy.  Il 20 gennaio esce, sempre per Picicca Dischi, il suo quarto lavoro A casa tutto bene, anticipato dal singolo “La verità” (che vince il disco d’oro e il premio PIVI 2017 come miglior videoclip dell’anno ) e dal documentario omonimo in onda su Sky Arte.

“Brunori a teatro” non è solo un concerto e non vale la pena andarci solo per sentirsi cantare la spiaggia di guardia rovente era piena di gente. Lo stesso Brunori tocca questo tasto, scherzando su come al suo pubblico “non gliene frega niente di sentire qualcosa di nuovo, vogliono solo i brani vecchi” (ndr: sì, alla fine comunque li suona i brani vecchi). Se è vero che il cantautore calabrese ha già abituato il suo pubblico a considerarlo non solo un cantante ma un personaggio in grado di fare suo il palco senza lasciare vuoti, scherzando dietro una barba ispida ed un paio di occhi buoni, è in questo spettacolo che affina la parte dei monologhi e del dialogo con il pubblico, ponendola in un sistema di completa equivalenza rispetto alla parte musicale. l’incertezza delle relazioni umane portata all’estremo orrore della violenza, l’incertezza del buio, quella del vino e l’incertezza della vita. E proprio quando sembra che il discorso si sia fatto teso, profondo, introspettivo e duro Brunori si prende in giro e prende in giro il pubblico, in modo che ogni nota toccata sia vestita di gentilezza, di ironia e di scoppi di risate. Perchè tra tutte le cose, “Brunori a teatro” è soprattutto divertente in maniera genuina, verace.
(Lara Calogiuri)

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