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Genova. Asse Lugano-Genova per lo sviluppo dell’Italia e dell’Europa

Genova. Due snodi strategici sull’asse delle merci Sud-Nord Europa, ma specialmente le chiavi di comprensione di uno sforzo infrastrutturale senza precedenti che ha come obiettivo primario la fertilizzazione dei territori che vantano la più importante e qualificata concentrazione produttiva d’Europa.

Dal terzo valico ad Alptransit. Il rischio che quanto ingegnosamente architettato in sede mitteleuropea, a livello di grandi opere viarie, vada neanche troppo metaforicamente a sbattere contro un ‘muro’ rappresentato dai colli di bottiglia delle nostre modeste infrastrutture è tangibile e ben presente agli operatori della Svizzera.

Preoccupati dello stallo in corso, gli elvetici ne hanno voluto discutere in un convegno organizzato non a caso a Lugano, sede strategica della Svizzera meridionale e punto di riferimento privilegiato dell’importante programmazione infrastrutturale di collegamento tra le Alpi ed il Mediterraneo, chiamando ‘alla sbarra’ quale contraltare anche gli operatori italiani, non ancora imputati ma senz’altro indiziati in questa fase di profonda incertezza sul compimento di un progetto che definire annoso appare quantomeno sminuente  – la prima traccia se ne rinviene agli inizi del XX secolo – quale il delicato e discusso Terzo Valico nostrano.

Gli interventi dei relatori, esponenti politici, imprenditori ed esperti tecnici in materia trasportistica, hanno illustrato la questione, secondo le diverse prospettive, con elevato grado di approfondimento e di analisi. Per la parte Svizzera hanno partecipato, fra gli altri, il Ministro del Territorio e dei Trasporti del Canton Ticino, Marco Borradori, l’economista Prof. Remigio Ratti, il direttore Hupac Bernard Kunz e l’Ambasciatore svizzero in Italia Bernardino Regazzoni. Esponenti italiani erano il Sen. Luigi Grillo, il Sen. Prof. Enrico Musso, il dirigente promozione e marketing del porto di Genova Pietro Dante Odone, l’Ing. Fabio Capocaccia e la Presidente di Spediporto Roberta Oliaro.

Per quanto riguarda i profili tecnici, tutti i relatori si sono concentrati sui diversi aspetti che evidenziano la strategicità del Terzo Valico nell’ambito dell’immane programma infrastrutturale comunitario, il Corridoio 24 (Rotterdam – Genova), con cui si pone in sinergia anche il progetto svizzero AlpTransit – San Gottardo.

Quest’ultima opera, che, con i suoi 57 km, sarà la galleria più lunga del mondo, rappresenta il punto di eccellenza del complessivo ammodernamento dell’intero sistema ferroviario svizzero. “Il mare ci separa, ma adesso ci sta unendo – ha detto Marco Borradori, sindaco di Lugano, citando De Andrè nel suo intervento iniziale – Lugano è una città aperta e abbiamo chiuso un patto di collaborazione con Genova su economia trasporti e cultura, ratificato da Roma. Genova sarà porto della Svizzera quando le opere infrastrutturali saranno compiute, anche creando una road map”. “Vogliamo una città che si apra al mondo, che si colleghi con la Svizzera e il Nord Europa grazie alle infrastrutture.

Lugano e Genova sono vicine ma lontane per il traffico che si trova sulla A7. Per la Svizzera il posto più vicino per avere lo sbocco al mare è Genova e le due amministrazioni devono dare il segnale di aprirsi verso il mondo e andare al di là dei confini. Potremmo essere la prima città del Mediterraneo”, ha dichiarato il sindaco di Genova Marco Bucci.
(Lara Calogiuri)

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