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Genova. Alda diario di una diversa: Milvia Marigliano è Alda Merini

Genova. Tra teatro e danza i sogni, i ricordi, gli amori di una grande poetessa. Mercoledì 24 ottobre  debutta in Prima Nazionale al Teatro Duse di Genova, Alda diario di una diversa diretto da Giorgio Gallione, con Milvia Marigliano nei panni di Alda Merini e con cinque danzatori. Basandosi sulla vita e gli scritti di una delle più significative poetesse italiane, lo spettacolo di Giorgio Gallione spazia all’interno dell’opera della Merini, intrecciando materiali narrativi e biografici a poesie, aforismi, canzoni, mescolando i linguaggi di teatro e danza per esplorare il legame tra poesia e follia.

Amata, conosciuta, presenza chiave del Novecento letterario italiano: Alda Merini è qualcosa di più della sua opera poetica. È una donna straordinaria, un’icona del femminile, simbolo di amore e dolore, di distanza, sofferenza, riscatto individuale e collettivo. La voce di Alda Merini è il racconto di un’esistenza unica, in cui opera e vita sono inscindibili, inevitabilmente segnate dalla degenza in manicomio per una patologia definita sindrome bipolare.

Ecco, dunque, uno spettacolo che esplora gli infiniti intrecci tra poesia, follia, teatro e danza. Ed è proprio intorno all’esperienza manicomiale che la Merini produce, come racconta il regista Giorgio Gallione, «le sue opere più significative e sconvolgenti; testi che non sono solo testimonianza o documenti critici, ma pura creazione fatta di storie brevi, poesie, nenie, canzoni, aforismi che disegnano una vita tragica e struggente. Lo spettacolo è allora una simbolica visione: un lucido delirio che attraversa l’opera di questa straordinaria poetessa. Un universo di contrasti forti, dove “l’estate esplode all’improvviso in mezzo ai rami gelati dell’inverno”, caratterizzato da slittamenti emotivi, poetici e stilistici tipici di un’artista che più volte è stata sbattuta ai margini del destino, ma che è sempre miracolosamente resuscitata grazie al potere taumaturgico, magico, della parola poetica».

Nello spazio scenico disegnato da Marcello Chiarenza, accompagnata da un gruppo di danzatori e danzatrici, si muove un’attrice straordinaria come Milvia Marigliano: a lei il compito di dare corpo e voce ai sogni, ai ricordi, agli amori e alla poesia di Alda.
(Lara Calogiuri)

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