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Genova. “Gandolin, un grande direttore per il giovane d’Annunzio”

Genova. Giovedì 7 marzo, alle ore 17, presso il foyer del Teatro della Corte – Ivo Chiesa, si terrà una conferenza con proiezioni a cura di Anita Ginella su “Gandolin. Un grande direttore per il giovane d’Annunzio”.

L’evento è parte del ciclo “Tra giornalismo e letteratura. Cinque liguri del Novecento” organizzato dalla Fondazione Mario Novaro, in collaborazione con Università di Genova, e parte della rassegna “Hellzapoppin” del Teatro Stabile di Genova. Ingresso libero.

«Si vuole così celebrare – segnala la Fondazione Mario Novaro – il 150° della nascita di Gabriele d’Annunzio. Con la relazione di Anita Ginella, un piccolo omaggio al poeta nell’anno delle sue celebrazioni, la Fondazione Mario Novaro si aggiunge ai molti enti cittadini che collaborano al progetto “Gabriele d’Annunzio e Genova – Viaggio ideale nel mondo dell’Immaginifico”, inteso a portare, con il patrocinio della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, il nome di Gabriele d’Annunzio all’attenzione dei genovesi, senza intendimenti apologetici né denigratori.

Com’è consuetudine, le conferenze sono corredate da proiezioni, a sostegno di un’analisi documentaria del tema trattato, e da letture di testi, a cura di Maria Comerci.

Luigi Arnaldo Vassallo, nato a Sanremo nel 1852, aveva scelto lo pseudonimo di Gandolin. Collaboratore di diverse testate genovesi, trasferitosi a Roma, divenne corrispondente del “Caffaro” e fondò i giornali “Capitan Fracassa” e “Don Chisciotte”. Rientrato a Genova dal 1896 fu direttore del “Secolo XIX”.

La studiosa Anita Ginella nell’illustrare la figura del “principe dei giornalisti” dell’età umbertina, si soffermerà in particolare sul periodo romano di Luigi Arnaldo Vassallo, direttore del “Capitan Fracassa”, il foglio d’avanguar­dia e di successo da lui fondato, prototipo di un allora inedito giornalismo polemico e brillante. Nel cenacolo artistico-mondano del “Fracassa” nel 1881 si insedia anche un giovanissimo abruzzese, “tutto boccoli e sorrisi”, che si presenta col vademecum della raccolta poetica di esordio, Primo Vere, e di alcune collaborazioni al “Fanfulla”, suscitando simpatia e ammirazione: d’Annunzio appunto. Ben presto Vassallo lo accoglie fra i collaboratori del suo giornale. Dal “Fracassa”, dove spesso si firma Mario de’ Fiori, il diciottenne promettente poetino, il piccolino alla conquista di Roma, prende il volo. L’amicizia tra Vassallo e d’Annunzio proseguirà fino alla morte del primo, avvenuta il 10 agosto 1906».

La rassegna prosegue con la conferenza di Franco Contorbia su “Irene Brin. Tra giornalismo e letteratura” (14 marzo, ore 17).
(D.C.)

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