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Futurismo e sessantotto in mostra a Calice Ligure

Calice Ligure.  Una mostra per riflettere su due importanti movimenti artistici del Novecento: il Futurismo e le varie correnti (la più celebre fu la Pop Art) del Novecento, cercandone anche eventuali punti in comune.
E’ questa in estrema sintesi l’ idea all’origine di “ Arte in movimento- Movimento in arte” che verrà inaugurata domani pomeriggio alle ore 18 a Calice Ligure alla Galleria Punto Due (Civico 7).                                           

Accostare futurismo e sessantotto?  Impossibile secondo tanti – dice Daniele Decia, uno degli organizzatori dell’evento – Artisticamente e, in particolar modo, politicamente assolutamente antitetici, l’uno vicino al fascismo, l’altro alla sinistra non parlamentare”. E’ dunque un discorso chiuso ? Non proprio secondo Mihaela Anitoaie, una delle curatrici della mostra: “Ci sono brani di Antonio Gramsci del 1921 – dice la Anitoaie – riferiti ai futuristi, dalla stessa natura anticonformista e controculturale di quelli che ritroviamo a circa cinquant’anni di distanza, quando un’intera classe giovane, che crede nella fantasia al potere, “rivoluzionaria”, agli inizi senza credo di provenienza né appartenenza politica, contestava pretendendo risposte. Dunque ragazzi inquieti, dell’altro ieri e di ieri, che volevano sovvertire l’atteggiamento nei confronti della vita dichiarando guerra alla tradizionale morale del passato”.

Ma le analogie non terminano qui: “Per incidere sul senso estetico di una società ormai anacronistica – dice lo scrittore Armando D’Amaro -  i futuristi ricorsero a nuovi linguaggi artistici al passo con il dinamismo e la velocità caratteristici dei progressi industriali di quel periodo e, per farli giungere alla massa del pubblico, utilizzarono tecniche pubblicitarie già affermate nel commercio: Fortunato Depero dichiarava “L’Arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria…la strada sarà la nostra galleria”. Insomma, un’arte popolare che produsse cambiamenti culturali ed artistici come il Sessantotto”.

La mostra oltre a proporre questo interessante accostamento stimola a riflettere anche sull’opera dello scomparso e grande maestro Mario Schifano: “Schifano – conclude Decia -  ingigantendo, ritagliando, sgranando, svuotando e rimontando più volte le sagome di Russolo, Carrá, Marinetti, Boccioni e Severini, tratte da un’istantanea del 1912, scattata a Parigi, rese, nel ricercare un effetto nuovo dell’immagine banalizzata dalla quotidianità, omaggio ai futuristi che, superando il dato pittorico, avevano aperto concettualmente la via”.

Una mostra davvero stimolante, che farà indubbiamente molto discutere e  che resterà aperta, fino al 4 novembre, dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 20, dal venerdì alla domenica dalle 16 alle 22.

(Claudio Almanzi)



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