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Francesco Guccini torna con “L’ultima thule”

Milano. “Sicuramente è stato un bell’episodio, gente che è andata a votare, con una partecipazione enorme anche se ho il sospetto che tutti quelli che l’hanno fatto non sono di sinistra, come due amici miei hanno che hanno votato per Renzi, lui ex AN e la moglie ex DC.

Ho votato per Bersani. Vediamo domenica se ci sarà la stessa affluenza al ballottaggio”.

Francesco Guccini ha parlato così delle primarie del PD di domenica scorsa alla presentazione del sul ultimo album  “L’ultima thule”

pubblicato lo scorso martedì, che ha debuttato al 1° posto di iTunes.

Sono otto le canzoni inedite contenute nel disco, registrate nei luoghi d’infanzia del cantautore e scrittore modenese, un viaggio introspettivo attraverso la riscoperta di quei luoghi, lunghe notti piene di riflessioni, considerazioni intimiste sulla fine dell’esistenza, con un occhio sempre attento alla storia italiana e alla satira sociale.

“L’ultima thule” dovrebbe essere il ‘canto del cigno’ per Francesco, l’ultimo capitolo discografico.

“L’avevo pensata così già dopo l’album “Radici” del 1972, perché non pensavo di continuare la carriera di cantautore – ha ammesso – È sempre più difficile fare canzoni: un tempo mi venivano con maggiore facilità. Le cose che volevo dire le ho già dette, quella voglia che avevo si è esaurita, non dico che non faccio più nulla, non escludo di fare concerti, di certo c’è che continuerò a scrivere romanzi, per me è più comodo ed ho ancora tante cose da dire”.

Francesco Guccini non esclude collaborazioni future.

“Beppe Carletti si appresta a celebrare l’anniversario del Nomadi e mi ha chiesto assolutamente di scrivere una canzone per questo avvenimento e se ne farò una andrà ai Nomadi – ha confessato – Non sono mai stato quello che ha dato canzoni, e sono davvero pochi coloro che le cantano: per la verità non so se qualcuno voglia mie canzoni”.

Guccini parla della storia dell’immagine fotografica scelta come copertina di questo suo nuovo lavoro.

“Chiesi ad un amico che aveva fatto una spedizione in Antartide se aveva delle foto ma erano soltanto di ghiacciai – ha spiegato – Una sera ero a mangiare in una trattoria di Pavana con Luca Bracali che era stato con gli sci al Polo Nord: mi ha fatto vedere questa foto scattata all’80° parallelo e l’ho scelta per la copertina del disco, questo veliero fra i ghiacci polari”.

Il nuovo disco arriva a quasi nove anni dal precedente “Ritratti”

pubblicato nel 2004 ed è il diciassettesimo album di studio di una carriera iniziata nel lontano 1967, una carriera lunga ben 45 anni.

Guccini si lascia andare ai ricordi.

“Ho fatto il primo disco per curiosità, alla Basilica qui a Milano – ha rivelato – C’erano tecnici del suono in abito bianco che sembravano medici e mi chiesero se volevo due piste o quattro piste, per la registrazione. Mi chiamarono poi per fare un altro disco due anni dopo e poi il terzo “L’isola non trovata” prima di “Radici” che è stato il mio primo disco di successo. Volevo fare lo scrittore ma poi mi sono ritrovato a fare il cantautore”.

Ad aprire l’album è “Canzone di notte n.4”.

“È la prima canzone che ho scritto di questo album; una notte pavanese piena di situazioni e di ricordi fra il rumore del fiume in fondo alla valle e il rombo di un camion lungo la statale. Una canzone che si rifà, in parte, alla mia infanzia trascorsa nel mulino dei miei nonni. E’ in questo posto magico che, non a caso, abbiamo registrato”.
(Franco Gigante)

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