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Fino a mercoledì a Sarzana gli schiavi di Hitler

Sarzana. Sta ottenendo un grande successo di pubblico, e contribuisce a tenere vive nelle coscienze la memoria del male compiuto dal Nazismo, la interessante mostra “Schiavi di Hitler – la resistenza degli internati militari italiani e il lavoro forzato” in corso di svolgimento fino a mercoledì presso la Cittadella (Fortezza Firmafide). Si tratta di documenti, fotografie e testimonianze della resistenza degli internati nei campi di lavoro, un evento voluto in occasione delle celebrazioni dei 70 anni della Liberazione.

La mostra è inserita in una serie di appuntamenti promossi da Anpi e Comune di Sarzana per ricordare degnamente questo settantesimo anniversario. Il 7 marzo si terrà l’omaggio a Lidia Lalli, il 19 aprile si svolgerà la tradizionale camminata lungo i percorsi della Resistenza, mentre per il 25 aprile è previsto l’omaggio a Paolino Ranieri. Infine il torneo dedicato a Miro Luperi si svolgerà a giugno. La mostra è stata allestita dal centro studi “Schiavi di Hitler“ di Cernobbio: è una mostra itinerante, per la prima volta presentata in Liguria.

Realizzata nel 2004 a seguito di una ricerca che era iniziata nel 2000 nell’ambito della ricerca nazionale sulla deportazione e il lavoro forzato degli italiani che l’8 settembre si rifiutarono di aderire alla repubblica di Salò e vennero deportati per lavorare nelle fabbriche tedesche.

“E’ importante parlare degli aspetti meno conosciuti di questo periodo - dice Denise Murgia dell’Anpi Sarzana - creando anche un legame fra la Resistenza di ieri e quella di oggi, senza limitarsi alle commemorazioni”. In occasione dell’ inaugurazione della mostra si è tenuto anche un convegno dal titolo: “Le schiavitù di ieri e di oggi” che ha visto una serie di interessanti interventi del professor Valter Merazzi del centro studi “Schiavi di Hitler”; dell’avvocato Joachim Lau che segue le cause degli indennizzi degli ex deportati, e di Lorenzo Cimino della Camera del Lavoro della Spezia, promotrice della mostra con Museo Audiovisivo della Resistenza, Aned La Spezia, Associazione La Crociata, L’Egalitè, Archivi della Resistenza, Arci Val di Magra, Anppia e Comitato Acqua Bene Comune.

“Quegli uomini, circa 650mila, vennero deportati e messi ai lavori forzati senza alcun diritto – ha ricordato Patrizia Vistori dello SPI Cgil - oggi i loro nipoti sono costretti a fare i conti con gravissimi problemi economici e sociali affrontando una dura battaglia sui diritti. In ogni occasione in cui portiamo i partigiani a parlare nelle scuole ci rendiamo conto di quanto sia importante investire nella memoria e valorizzare la grande partecipazione emotiva e la grande sintonia che si crea fra loro e gli alunni. Sia la mostra che il convegno affrontano anche un problema molto importante che riguarda le vertenze per il riconoscimento degli indennizzi per le persone che sono tornate a casa. Abbiamo sostenuto circa un migliaio di cause per altrettanti spezzini, di cui circa 30 sarzanesi, ma quando il governo tedesco ha iniziato il riconoscimento delle pratiche molti di loro erano morti”.

Si tratta di un vero esercito di dimenticati ai quali ha dedicato gran parte del proprio lavoro l’avvocato Lau il quale ha combattuto una lunga battaglia per tutelare il diritto alla memoria, alla verità e al risarcimento dei deportati vittime dei crimini di guerra.
(Claudio Almanzi)


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